di Francesca Marruco
«Io non ho partecipato ad alcuna rapina, tantomeno a quella di Umbertide in cui morì Donato Fezzuoglio. Io non l’ho ucciso. Sono nato e vivo in Umbria, ho sempre vissuto qui. Ho un’azienda agraria qui, ho sempre lavorato onestamente e non ho mai fatto rapine in vita mia. Il 30 gennaio ero a Perugia e non a Umbertide». Parola di Pietro Pala, a processo insieme all’ex primula rossa sarda Raffaele Arzu per l’omicidio del carabiniere Donato Fezzuoglio.
Arzu malato resta in carcere Pala, difeso dall’avvocato Francesco Falcinelli, lo ha detto ai giudici della corte d’assise al termine della prima udienza giovedì mattina a Perugia. Chiuso nella gabbia riservata ai detenuti nella sala degli affreschi al tribunale penale di Perugia, ha seguito tutta l’udienza da solo: Arzu infatti, chiuso nel carcere di Prato, non era presente per un problema alla schiena che lo costringe a stare a riposo e che potrebbe pregiudicare la sua presenza anche nelle prossime udienze se non verrà organizzato uno speciale trasporto con ambulanza e barella.
Udienza tecnica Quella di giovedì mattina è stata un’udienza tecnica in cui accusa e difesa hanno iniziato ad affilare le armi. Più di cinque ore di richieste ed eccezioni alla corte d’assise di Perugia. E al termine dell’udienza, la corte, presieduta dal giudice Daniele Cenci, ha deciso che l’ammissione delle prove della pubblica accusa avverrà nella prossima udienza fissata per il 19 marzo. I sostituti procuratori Antonella Duchini e Paolo Abbritti avranno tempo fino al 12 marzo per depositare la loro lista specificando cosa chiedono di far acquisire.
I termini per la lista delle prove Le difese avranno poi tempo fino al 14 marzo per sollevare eventuali eccezioni. La decisione sembrerebbe essersi resa necessaria perché l’accusa ha chiesto di poter acquisire alcuni verbali del processo relativo al fallito assalto al Pam di Perugia per cui sono stati condannati in primo e secondo grado anche Pala e Arzu e gli avvocati degli imputati chiedono di sapere quali nello specifico. Le difese hanno chiesto invece tra l’altro di produrre la richiesta di archiviazione dell’indagine sull’omicidio Fezzuoglio fatta nel 2008 dal pm Gabriele Paci, allora titolare dell’indagine. Da entrambe le parti richieste anche su prove scientifiche, intercettazioni e tabulati telefonici.
Processo complicato Quello che continuerà il 19, 20 e 22 marzo prossimo è un processo quanto mai complicato per le implicazioni che ha con l’indagine perugina relativa al fallito assalto al Pam di San Marzo e per l’esito dell’udienza preliminare al termine della quale il gup Alberto Avenoso prosciolse due imputati e ne rinviò a giudizio altri due. La lista dei testimoni si aggira sulle trecento persone. E già dal 20 marzo i primi sfileranno in aula.
La vicenda Donato Fezzuoglio venne ucciso durante una rapina ad una banca a Umbertide nel gennaio del 2006. Le indagini partono subito in mano al pubblico ministero Gabriele Paci, che nel 2008 chiede l’archiviazione. Intanto il 21 aprile del 2007 era avvenuto il fallito assalto al Pam di Perugia, ancora un commando in azione che spara. I militari del reparto operativo di Perugia già tenevano d’occhio Pietro Pala dall’omicidio di Fezzuoglio, dopo questi fatti lo indagano insieme a Raffaele Arzu e ad altri uomini sardi per il fallito assalto al portavalori del supermercato perugino per cui la procura ottiene il rito immediato e la condanna per associazione a delinquere. Le indagini arrivano poi nelle mani del pubblico ministero Antonella Duchini che riapre il fascicolo.

