di Francesca Marruco
Una nuova testimonianza richiesta dalle difese di Pala e Arzu e una nuova perizia scientifica disposta d’ufficio dalla Corte d’assise d’appello di Perugia. Sono queste le due principali novità con cui si è chiusa la prima udienza del processo di secondo grado per l’omicidio del carabiniere Donato Fezzuoglio, avvenuto il 30 gennaio 2006 durante una rapina in banca a Umbertide.
La perizia Dna In particolare, la perizia scientifica, disposta d’ufficio dalla Corte, potrebbe diventare dirimente nel processo. I giudici hanno infatti deciso che un perito preleverà Dna da Pietro Pala e lo confronterà sia con i mozziconi di sigaretta che vennero ritrovati a casa sua a Marsciano, sia con quello ritrovato a Piegaro molto vicino al punto in cui vennero ritrovate le auto usate per la fuga dopo la rapina di Umbertide. Fino ad ora il confronto è stato fatto tra i due mozziconi di sigaretta, che hanno lo stesso Dna. Ma mai una comparazione diretta è stata fatta con materiale genetico prelevato da Pietro Pala.
La decisione La corte ha anche ammesso l’acquisizione di due sentenze, come richiesto dalla difesa Pala, e si è riservata di decidere sull’eccezione di nullità della sentenza di primo grado all’esito dell’istruttoria. Per il resto, la Corte ha rigettato la richiesta di perizia con cui si chiedeva la trascrizione di una intercettazione.
La richiesta di annullamento Le difese avevano chiesto in prima istanza l’annullamento della sentenza di condanna all’ergastolo in primo grado, perché nulla. L’avvocato Francesco Falcinelli, che difende Pietro Pala, ha spiegato alla corte d’assise d’appello, presieduta dal giudice Giancarlo Massei, che secondo loro, la sentenza di primo grado è da ritenere nulla perché arrivata in seguito ad una ordinanza ritenuta anch’essa nulla. Per i legali lo sarebbe perché avrebbe leso il diritto di difesa degli imputati, imponendo ai loro legali di «tagliare» alcuni testimoni dalle liste che avevano presentato. Diritto di difesa violato anche quando gli venne negato di ascoltare in aula la deposizione del dottor Elisei, che avrebbe dovuto riferire sul ricordo a molti anni di distanza dal fatto esaminato.
I ricordi Perché è noto che le difese ritengono che i testimoni sfilati in primo grado a sostenere l’accusa, abbiamo «modificato» i loro ricordi nel tempo, soprattutto in seguito agli articoli di giornali in cui si parlava dell’inchiesta che aveva portato all’arresto di Pietro Pala e Raffaele Arzu.
La rinnovazione In subordine all’accogliento dell’eccezione di nullità i legali avevano chiesto un parziale rinnovamento istruttorio. In particolare avevano chiesto, e ottenuto, l’audizione di Sonia Carta, sorella di quell’Ivo Carta morto a luglio del 2006, fucilato in Sardegna, che per l’accusa avrebbe fatto parte del commando che assaltò la banca a Umbertide il giorno dell’omicidio di Fezzuoglio. Secondo quanto dichiarato in aula dall’avvocato Falcinelli, Sonia Carta sarebbe in grado di confermare che il fratello in quei giorni er a a casa sua ad Aprilia, e non a Umbertide a perpetrare la rapina. Contro la richiesta, come contro l’eccezione di nullità della sentenza, si è espressa l’accusa con i pg Giuliano Mignini e Paolo Abbritti insieme agli avvocati di parte civile Nicola Di Mario e Giancarlo Viti.
Le sentenze da acquisire Le sentenze che verranno acquisite sono quella con cui la corte d’Appello di firenze aveva assolto tutti gli imputati del processo Pam – in cui sono implicati anche Raffaele Arzu e Pietro Pala – dall’accusa di associazione a delinquere, e quella di primo grado del tribunale di Perugia con cui uno dei testimoni dell’accusa è stato condannato per truffa.
