Inizierà il 10 settembre, davanti al gup di Perugia, l’udienza preliminare per Yassin Hassen Amri, accusato dell’omicidio di Hekuram Cumani. Il 23enne albanese è stato ucciso durante la notte tra il 17 e il 18 ottobre scorso nel parcheggio del locale 110Cafè in via Pascoli, nel cuore del quartiere universitario di Elce. Amri, 21enne perugino, è attualmente detenuto in carcere a Siena. Soltanto un paio di mesi fa aveva ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte del sostituto procuratore Gemma Miliani, che in queste ultime settimane ha chiesto per lui il rinvio a giudizio. 

Le indagini Secondo la ricostruzione Amri si è avventato, armato di due coltelli, contro Cumani durante una lite fuori dal locale scaturita a causa di una battuta su una squadra di calcio. La vittima ha tentato di difendersi con le mani dai colpi che Amri stava tentando di sferrare, fino a quando non è stato colpito all’emitorace destro con un coltello a serramanico – poi ripescato nel Tevere – e dopo pochi passi si è accasciato a terra battendo la testa. Dal telefono dell’indagato, ripescato insieme alla presunta arma del delitto, sono stati recuperati anche alcuni video in cui il 21enne con in mano un coltello minacciava napoletani, siciliani, tunisini e marocchini, insiema a otto immagini pedopornografiche che però aveva ricevuto quando non aveva ancora compiuto 18 anni, motivo per cui a suo carico per questo reato procederà la Procura dei minori.

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