di Francesca Marruco

Il giudice del Tribunale di Aosta Marco Tornatore ha condannato a 4 anni di reclusione Rocco Varanzano, il muratore calabrese a processo a Perugia con l’accusa di avere travolto e ucciso con un’auto, nell’ottobre del 2009, il maresciallo dei carabinieri Andrea Angelucci, impegnato a un posto di blocco su una montagna folignate.

Processato ad Aosta L’uomo e’ stato processato ad Aosta perche’ nel momento del rinvio a giudizio risultava residente nella casa circondariale di Brissogne (Aosta). Varanzano era stato trovato nel 2009 a bordo di un’auto rubata, con una refurtiva costituita anche da documenti, pc, telefoni e portafogli.

Il processo a Perugia Lo scorso 29 settembre in aula a Perugia invece erano stati ascoltati alcuni testimoni che la difesa di Varanzano aveva chiesto per il rito condizionato abbreviato che gli era invece stato negato dal giudice per l’udienza preliminare Massimo Ricciarelli. In aula aveva testimoniato il maresciallo Mauro Merli che era di pattuglia insieme ad Angelucci quando morì. Per la difesa di Varanzano, il muratore calabrese che stava fuggendo dopo un furto, aveva investito il militare non intenzionalmente. Per gli avvocati Modena e Stefani Varanzano non aveva avuto scelta perché l’auto dei militari era parcheggiata lungo la strada e costringeva chi passava di lì a sporgersi sull’altra corsia. Cosa che avrebbe causato la morte del militare. Con questa motivazione puntano ad ottenere la modifica del capo d’imputazione da omicidio volontario e preterintenzionale.

Il testimone : Varanzano sapeva quello che faceva Ma Merli, che ha visto Varanzano ad arrivare a folle velocità verso Angelucci, la volta scorsa in aula non ha avuto dubbi «Varanzano sapeva quello che faceva», ha detto ai giudici. E anche per l’accusa Varanzano ha scelto volontariamente di investire il maresciallo, come già aveva fatto precedentemente con altri militari. Oltre Merli in aula era stato sentito un altro testimone presente. L’uomo era a bordo della sua auto ed era arrivato in senso di marcia contrario rispetto a quello di Varanzano, vedendo in diretta la morte del carabiniere. Anche l’uomo ha confermato la versione del militare. La prossima udienza è stata fissata per il 17 novembre. Probabilmente già quel giorno i giudici emetteranno un verdetto nei confronti del muratore.

I fatti Quando venne ucciso Angelucci,aveva 36 anni. Il primo ottobre del 2009 era in servizio a un posto di blocco presso la frazione folignate di Volperino. Qui venne travolto da una Bmw X5 rubata, condotta da Varanzano. Il sottufficiale morì poche ore più tardi in ospedale. Varanzano venne arrestato a Modena al termine di una serrata caccia all’uomo. Rocco Varanzano ufficialmente era un muratore disoccupato quando ha investito e ucciso il maresciallo Angelucci,  ma aveva otto lunghe pagine che elencavano tutti i suoi precedenti penali per furto, rapina e droga. Fino al 2 settembre del 2009 era stato sorvegliato dalle forze dell’ordine dopo essere entrato e uscito di galera, poi era tornato libero di muoversi per l’Italia. Si era stabilito in Emilia, ma faceva la spola con l’Umbria, dove a Valfabbrica aveva un fratello. Quel primo ottobre aveva rubato un’automobile con cui aveva ferito lievemente due carabinieri ad un posto di blocco a cui non si era fermato. Per questo poi era scattata una caccia all’uomo. Ma lui  aveva abbandonato l’auto per rubare un suv con cui poi aveva investito il maresciallo Andrea Angelucci, la cui unica colpa era quella di avergli intimato l’alt ad un posto di blocco tra le montagne di Foligno.