di MA.T
Oltre 200 oggetti con il marchio Thun contraffatto sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a tre rivenditori ambulanti di Terni. Si tratterebbe di 230 angeli con pergamena magnetici che riproducono in tutto o in parte i personaggi della marca di ceramica con segni distintivi caratteristici dei prodotti fabbricati dall’azienda. I sequestri sono stati eseguiti a seguito di un decreto emesso dalla procura della Repubblica di Perugia e rientrano in un’operazione di servizio che ha interessato oltre 100 reparti delle fiamme gialle in 15 regioni diverse. Secondo i riscontri dei finanzieri, i prodotti venivano venduti a un prezzo inferiore a quelli di listino proprio perchè privi di concessione di licenza dell’azienda. La finanza sta valutando la provenienza della merce contraffatta non escludendo che possa essere stata prodotta in Cina.
Un grande giro d’affari Il 19 aprile sul giornale on line Altoadige.gelocal.it è apparsa la notizia dell’operazione della Guardia di finanza che ha sequestrato, a Bari 85.000 bomboniere e oggetti da collezione con il marchio ‘Thun’ (azienda altoatesina di ceramiche) e denunciato per questo 23 persone. Così scrive il giornale online.
I retroscena Le indagini – a quanto si è saputo – sono state avviate dopo la denuncia che in alcuni negozi anche del centro città, privi della prevista concessione di licenza della societa’ detentrice del marchio, erano in vendita queste ceramiche a prezzi decisamente inferiori a quelli imposti dalla ditta.
Spunta Gualdo Tadino nell’indagine Da contatti con la casa-madre, i baschi verdi hanno accertato che gli articoli venduti in quei negozi sono contraffatti e sono immessi sul mercato attraverso un circuito illegale. I militari hanno individuato sia i commercianti sia gli importatori, uno di Martina Franca (Taranto) e un altro di Gualdo Tadino (Perugia). A quanto si è saputo, gli oggetti falsificati sono stati venduti dai grossisti a molti commercianti: le indagini, dunque, oltre che in Puglia, sono state estese anche in un’altra quindicina di regioni.
Il caso Puglia I sequestri dei prodotti con il marchio falsificato Thun sono disposti dal pm della Procura di Taranto Maurizio Carbone e sono stati eseguiti dai finanzieri in un centinaio di esercizi commerciali, tra rivenditori, negozi all’ingrosso e al dettaglio. Circa 70mila articoli da collezione raffiguranti personaggi e/o oggetti riconducibili al marchio altoatesino sono stati trovati nei locali di una società importatrice con sede a Martina Franca.
Copie identiche I riscontri investigativi, fatti anche mediante esame della documentazione contabile, hanno consentito di acquisire una perizia preliminare dalla quale emerge che gli oggetti riproducono ”gli stessi soggetti, nelle stesse posizioni, con le stesse soluzioni artistiche, stilistiche, gli stessi richiami simbolici e concettuali, univocamente riconducibili alla Thun”.
L’intera filiera sotto osservazione Il sequestro ha riguardato i clienti della società martinese che hanno acquistato, a vario titolo, gli oggetti destinatari del provvedimento di sequestro. L’operazione sta consentendo di ricostruire, proprio attraverso l’esame delle fatture e/o bolle di accompagnamento, l’intera filiera di commercializzazione dei prodotti tutelati da copyright della casa madre Thun.
Da Bari a Roma l’indagine continua Il 22 aprile invece appare un nuovo articolo sempre relativo all’indagine sugli angeli Thun falsificati, ancora una volta sul giornale on line altoadige.gelocal.it. Ecco la notizia. Dopo Bari, anche la Guardia di Finanza di Roma sta portando avanti una maxi operazione con sequestro di migliaia di prodotti. In totale sono già stati trovati sul mercato più di 260 mila pezzi contraffatti, in vendita in negozi non autorizzati, per un valore complessivo di 6 milioni e 200 mila euro. Si tratta di copie di modelli originali del marchio bolzanino Thun, realizzate con qualità e materiali scadenti. La produzione della merce contraffatta avveniva in parte in Italia ed in parte in Cina.

