di Francesca Marruco
Diciannove anni e due mesi di reclusione per il commando di cinque albanesi che nell’aprile del 2013 rapinò un’anziana 84enne nella sua abitazione di Nocera Umbra. In particolare, Fatjon Hajderlli, il 26enne difeso dall’avvocato Daniela Paccoi che offrì la sua collaborazione ai carabinieri dopo essere scoppiato in una crisi di pianto, ha patteggiato una condanna a tre anni e due mesi. Gli altri quattro complici, Edmond Arusha, Bashkim Kulla, Saimir Kulla e Met Taga,sono stati condannati tutti a quattro anni ciascuno.
In aula Lo ha deciso il gup Alberto Avenoso venerdì mattina nelle aule del gip di Perugia. La rapina era stata particolamente violenta nei confronti dell’anziana. Era stata un appuntato della stazione di Nocera Umbra, che mentre stava andando a lavorare, aveva notato una Lancia Y vecchio modello di colore blu con due uomini a bordo. Uno di loro parlava al cellulare. Entrambi sembravano strani, ma soprattutto non erano mai stati visti nella zona di Nocera. Allora si è segnato la targa e l’ha comunicata alla centrale. Poi ha deciso di fare inversione di marcia per seguirli. E’ in quel momento che ha incrociato di nuovo la macchina, che proveniva da una stradina sterrata secondaria. Ma a quel punto a bordo gli occupanti erano cinque. Mentre il carabiniere annotava il nome dell’intestatario della targa li perse di vista. Avevano appena rapinato la donna dei suoi gioielli di una vita e del suo denaro.
I fatti L’anziana dopo poco riuscì a liberarsi dalla sedia in cui l’avevano legata con un suo pigiama. La presenza di quei cinque individui in quella zona non poteva essere una coincidenza. Scattarono quindi le ricerche per rintracciarli. E i militari partirono dalla Lancia Y. Risultava intestata a una donna cubana residente a Città della Pieve. Una volta contattata, la donna disse di aver venduto l’auto il giorno prima a un ragazzo albanese. Non ricordando il suo nome, portò i militari fin nella sua abitazione. Che si trova a pochi metri dalla caserma di Città della Pieve. Come a pochi metri era parcheggiata anche l’auto usata per la rapina.Individuata l’auto e la casa, a quel punto i carabinieri entrarono nell’appartamento. L’appuntato di Nocera riconobbe immediatamente i due uomini che ha incrociato prima in macchina. E che vuotarono il sacco, in lacrime. Ammisero la rapina e indicano ai carabinieri di Perugia dove andare a cercare gli altri tre complici, che si spostavano con un’Audi A6. A quel punto le note vennero diramate anche in Toscana, ed è precisamente a Fucecchio che i tre vennero arrestati.
