Nessuna patologia di tipo psicologico o psichiatrico. È quanto emerge dalla perizia effettuata su Giorgia Guglielmi, ternana di 27 anni, accusata dell’omicidio di suo figlio. Non ha mai negato di aver fatto tutto da sola nascondendo peraltro nove mesi di gravidanza. Lo ha partorito nel bagno di casa poi lo ha riposto in una busta della spesa e lo ha lasciato all’Eurospin di borgo Rivo, nel parcheggio, dietro una siepe, era il 3 agosto scorso; il piccolo Giuseppe, come sarà chiamato alcuni giorni più tardi, non vive più di qualche ora. Un gesto incomprensibile, giustificazioni che hanno sempre lasciato di stucco gli inquirenti, versioni che non hanno mai convinto del tutto; eppure ora anche gli esperti nominati dall’avvocato di Giorgia, Alessio Presi, dicono sostanzialmente che avrebbe agito in piena salute mentale. Sono escluse patologie.
Neonato abbandonato e trovato morto Questo dice il test Minnesota del quale sono attese le conclusioni. Secondo quanto riportato dalla Nazione comunque, pur escludendo stati patologici, gli accertamenti avrebbero fatto emergere un disagio sociale legato soprattutto ad una sorta di sindrome di abbandono. Una situazione complessiva che può aver sicuramente influito sulla tragedia. L’avvocato Pressi dice che la giovane si è aperta con lui e in carcere ha raccontato di sentirsi sola, di non essere felice nel contesto in cui viveva. La 27enne è madre di una bimba di 2 anni affidata per ora ai nonni materni mentre il padre della piccola vorrebbe averla con sé. La posizione di Giorgia, alla luce di questi risultati, si aggrava.
