di Mar. Ros.
È stata sottoposta al cosiddetto test Minnesota, la ventisettenne Giorgia Guglielmi ristretta nel carcere di Capanne a Perugia con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Cinquecento domande a risposta multipla, sotto osservazione del consulente psichiatrico, incaricato dall’avvocato della donna, Alessio Pressi, affiancato da una psicologa.
Mamma Giorgia Non è stato fissato un termine entro il quale i due professionisti, sulla base del colloquio avuto con la giovane ternana e le risposte al test, dovranno presentare la relazione sul suo stato di salute mentale che potrebbe evidenziare o escludere del tutto la presenza di patologie. In ogni caso, il legale è intenzionato a reiterare la richiesta dei domiciliari in una struttura protetta. Quando in procura arriveranno i risultati della consulenza psichiatrica il fascicolo sarà quasi completo e le indagini potrebbero essere definitivamente chiuse.
Neonatro trovato morto La giovane, già mamma di una bambina di due anni, lo scorso agosto, dopo aver partorito un bambino nel bagno di casa, lo ha riposto in una shopper assieme alla placenta, lasciandogli attaccato il cordone ombelicale. Il piccolo è stato ritrovato senza vita nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo a Terni. Giorgia rintracciata poco dopo dalla polizia, risalita alla donna tramite uno scontrino che era rimasto sul fondo della busta. Un gesto atroce, che Giorgia non ha mai negato, del quale anzi si è assunta piena responsabilità anche se, senza mai versare una lacrima, ha detto più volte che non era sua intenzione uccidere il bambino: «Non avrei potuto mantenerlo, speravo che qualcuno lo trovasse».
Piccolo abbandonato in una busta Dei risultati dell’autopsia effettuata dal medico legale Mauro Bacci sul corpicino del piccolo Giuseppe, nel dossier ci sarebbe al momento solo un preliminare. Le analisi hanno evidenziato come il bambino, per via del cordone ombelicale attaccato possa non aver pianto per diverse ore dalla nascita; la sua presenza nel portabagagli della macchina sarebbe così sfuggita al compagno di Giorgia durante il tragitto da casa al supermercato, nonché ai clienti dell’Eurospin, sin quando non è stata notata la busta dietro la siepe: troppo tardi, il bimbo era già morto, per asfissia.
@martarosati28
