La conferenza stampa

di Iv. Por. e D.B.

Mani della ‘ndrangheta che per anni hanno lavorato il terreno di una regione con pochi anticorpi; mani che hanno sparato, bruciato, estorto, spacciato, minacciato, contaminato anche «i settori più avanzati dell’imprenditorialità» come quello del fotovoltaico ad esempio. Mani per fortuna bloccate «in modo tempestivo» e che nel corso degli anni non hanno dipinto un quadro simile a quello di Roma. L’operazione ‘Quarto Passo’ infatti «non c’entra niente – ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti durante la conferenza stampa trasmessa in diretta streaming da Umbria24 – con ‘Mafia capitale’, non si possono fare paragoni. Qui – ha spiegato – non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c’era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo perché questo gruppo criminale puntava anche a settori dell’economia e dell’imprenditorialità molto avanzati come la green economy, del fotovoltaico che questo presuppone rapporti con le pubbliche amministrazioni. Questo è un territorio socio-economico ancora sostanzialmente sano».

IL VIDEO INTEGRALE DELLA CONFERENZA STAMPA
L’OPERAZIONE: ARTICOLO, FOTO E VIDEO

LA MAPPA INTERATTIVA: I LUOGHI CHIAVE DELL’INCHIESTA

Guardia alta La guardia però va tenuta molto alta, tanto che il procuratore facente funzioni di Perugia, Antonella Duchini, ha fatto un appello a cittadinanza e istituzioni a mantenere «attenzione, massima attenzione» verso fenomeni che richiamano alla criminalità. «Vivendo in un territorio definito ‘isola felice’ – ha aggiunto – quando vi accade una cosa del genere l’unica cosa è di andare a denunciare, è inutile subire malversazioni e minacce per 5-6 anni». «Spesso – ha detto ancora – i segnali di infiltrazione non vengono colti tempestivamente: qui non ci sono cadaveri o stragi ma persone che lavorano nel sommerso, avvicinandosi all’imprenditoria e soprattutto all’edilizia».

VIDEO, INTERCETTAZIONI: «LO AMMAZZIAMO DAVANTI AL BAR»
VIDEO, INTERCETTAZIONI: «NON PRENDERE QUEL NEGOZIO»

Omertà Prima si inizia con le estorsioni, poi i criminali «si impadroniscono delle attività economiche e le svuotano». Sulla reazione della popolazione, il procuratore ha sottolineato come «mentre in un primo momento gli imprenditori non hanno avuto la forza di denunciare a fronte di violenze, quando le indagini sono iniziate e sono stati convocati dai carabinieri tutti hanno parlato. È una cosa che ci rende felici». «Questo – ha concluso – è un territorio ancora vergine rispetto ad omertà strutturale ed endemica che caratterizza territori di origine».

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One reply on “‘Ndrangheta, Roberti: «Non è ‘Mafia capitale’, PA non è collusa. Cittadini e istituzioni denuncino»”

  1. Penso che Niki Vendola abbia centrato l’altra sera a Ballaro ‘il problema:quando si parla di mafia il “vero problema’e’sempre altrove secondo tutti.
    La mafia e’ IN Sicilia ma solo inalcune zone, a Palermo riguarda Bagheria ma non il centro,a Napoli riguarda Casale Ma non ilVomero e cosi’ via, in Umbria riguarda poche realta’perche’il corpo e’sano.
    BRAVISSIMI, andiamo avanti cosi’, autoassolviamoci , mettiamoci la coscienza a posto, mentre invadono contrade e paesi ………dall’altra parte del fiume!

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