di Daniele Bovi
Il Comune di Perugia sarà parte civile nel processo «Quarto passo», la cui prima udienza si è tenuta l’11 luglio scorso. A deciderlo è stata la giunta di palazzo dei Priori nei giorni scorsi dopo che il sindaco Andrea Romizi, settimane fa, aveva sottoposto questa possibilità all’avvocatura comunale. L’operazione «Quarto passo», mirata a contrastare i tentacoli della ‘ndrangheta in Umbria, nel dicembre del 2014 aveva portato all’esecuzione di decine di ordinanze di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle finalità mafiose, nonché per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Vennero anche sequestrati beni per 30 milioni e nel marzo scorso per 50 persone è stato deciso il rinvio a giudizio.
La relazione Nella sua relazione il responsabile dell’avvocatura comunale Luca Zetti scrive che «in ordine alla possibilità di disporre tale costituzione da parte dell’Amministrazione civica sembrano in effetti sussistere tutti gli elementi legittimanti l’azione in parola». Zetti fa riferimento all’incolumità pubblica e alla sicurezza urbana, che «si configurano come beni-interessi alla cui tutela è preposto il Comune nell’insieme dei suoi organi ed uffici». L’avvocato sottolinea anche che «la giurisprudenza di legittimità, da tempo, ritiene legittimati i Comuni alla costituzione di parte civile nei delitti di stampo mafioso, pure a ristoro dei pregiudizi – patrimoniali e non – arrecati da tali fenomeni alla collettività locale ed ai suoi enti esponenziali».
Grave vulnus L’apertura del dibattimento è fissata per il 28 novembre e al centro ci saranno «delitti gravi quali quelli in discussione, peraltro oggetto di una notevole e risonante campagna mediatica» che, secondo Zetti, ha «inferto un grave vulnus sia ai beni-interessi ricordati, sia all’immagine della comunità locale sia, infine, agli sforzi, anche finanziari, messi in campo dall’Amministrazione per contrastare i fenomeni criminali». A breve, con un suo decreto, il sindaco Romizi provvederà a nominare il legale che difenderà gli interessi di palazzo dei Priori e proverà a ottenere «la rifusione dei danni tutti occorsi alla civica Amministrazione». Parte civile nelle settimane scorse si è costituita la Regione mentre nei confronti della giunta di palazzo dei Priori una sollecitazione in tal senso era arrivata, con un’interrogazione, da parte dei consiglieri comunali del Pd Bori, Mencaroni, Bistocchi, Miccioni e Vezzosi.
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