Narni

di M.T.

Era giudice di pace, a Narni. Ma quando le avevano revocato l’incarico aveva dichiarato la guerra. Che ha perso. Il ricorso presentato dall’avvocato Gloria Martini, sollevata dall’incarico un anno fa, è stato respinto dal Tar, che ha riconosciuto valide le motivazioni che erano alla base della decisione.

La storia Il ministero della giustizia, il 3 agosto del 2012, aveva revocato, all’avvocato Gloria Martini, l’incarico di giudice di pace a Narni. Il provvedimento faceva seguito ad una delibera del consiglio superiore della magistratura, ma contro di esso l’avvocato Martini aveva fatto ricorso al Tar del Lazio.

L’accusa Il procedimento disciplinare era stato avviato dopo che l’avvocato Fabio Marini, legale del Comune di Narni, aveva inviato alcune segnalazioni al presidente della corte d’appello di Perugia. Le accuse erano pesanti: aver favorito personalmente un altro avvocato, Andrea Stefano Marini Balestra, a sua volta giudice di pace, ma a Viterbo. In particolare l’avvocato Marini, denunciava la collega di aver «in accordo con Marini Balestra ed al fine di favorirlo personalmente, proceduto alla trattazione ed alla definizione, in evidente e consapevole violazione della normativa sulla competenza territoriale: di due procedimenti civili iscritti nell’anno 2004 per il recupero di crediti professionali maturati dal Marini Balestra nel distretto di Roma; di due procedimenti iscritti nell’anno 2005 di opposizione a sanzioni amministrative irrogate al Marini Balestra per violazioni di norme sulla circolazione stradale commesse nel distretto di Roma».

La difesa A tutto questo l’avvocato Martini rispondeva affermando «di non intrattenere, né aver mai intrattenuto rapporti di amicizia con l’avvocato Marini Balestra, che potessero giustificare la condotta addebitata», ma anche «di aver fatto applicazione del disposto dell’articolo 30bis del codice di procedura civile, nell’interpretazione consolidata presso l’ufficio del giudice di pace di Narni».

Il ministro Il presidente della corte di appello aveva proposto, in via principale, la dichiarazione di decadenza dall’incarico dell’avvocato Martini o, in via subordinata, la revoca «per comportamento scorretto”». Così si era arrivati alla delibera del Csm e alla successiva decisione del ministro. Contro la quale c’era stato il ricorso al Tar.

Il Tar Che con una sentenza, depositata ieri, lo ha respinto scrivendo, trla l’altro che «l’avvocato Martini, seguendo una certa interpretazione della norma giuridica, giungeva ad un risultato non consentito dall’ordinamento, quale la individuazione di un giudice fornito di competenza sulla base di una norma non più vigente». In sostanza, specifica il Tar del Lazio, «non già di una pura attività di interpretazione si trattava, ma di una condotta che orientava l’uso del diritto e che, dunque, poteva essere vagliata dal Csm in sede disciplinare come condotta in contrasto con gli obblighi di imparzialità, correttezza ed irreprensibilità che devono ispirare l’attività del giudice di pace».

One reply on “Narni, l’ex giudice di pace perde la guerra: ministero nel giusto quando le tolse l’incarico”

  1. Vi faccio presente a seguito dell’articolo da voi pubblicato in data 10 luglio 2013 che il Consiglio di Stato con ordinanza cautelare del 10/2/2014 ha sospeso la sentenza del Tar !!! La battaglia non è assolutamente nè finita nè persa !Vi invito a rettificare quanto da voi pubblicato ai fini di veder tutelato il mio nome e la mia privacy.
    distinti saluti
    Avv.Gloria Martini

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