di M.T.
Nessuno. A più di un mese; da quando l’hanno strangolata e buttata via, lì, proprio nel posto in cui Franca Abumen si prostituiva, dopo essere scappata dalla Nigeria in cerca di quel futuro che, invece, si è trasformato in un calvario, culminato con una morte tragica; nessuno si era fatto avanti per chiedere la restituzione del suo corpo.
Il funerale E allora al suo funerale ci ha pensato il comune: «Ci siamo voluti prendere noi – spiega il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti – la responsabilità di provvedere ad un atto di pietà verso quella ragazza». Alla cerimonia hanno preso parte anche l’assessore ai servizi sociali, Piera Piantoni; la consigliera comunale Roberta Isidori, che ha letto una poesia per la donna uccisa; il comandante provinciale dei carabinieri di Terni, Giuseppe Alverone e quello della compagnia di Amelia, Michele Basilio, oltre a rappresentanti dell’associazione Terni donne – che nei giorni scorsi aveva organizzato una fiaccolata in ricordo della di Franca Abumen – ed alcuni cittadini. Un sacerdote nigeriano ha officiato il rito religioso, mentre alcuni presenti hanno letto delle poesie.
L’omicidio Il corpo senza vita di Franca Abumen era stato ritrovato, il 9 dicembre scorso, in uno spiazzo lungo la strada che collega Narni con il piccolo centro di Stifone. Sul collo della donna erano evidenti i segni dello strangolamento, poi confermato dall’autopsia. La giovane nigeriana – aveva 27 anni – era solita raggiungere la stazione di Orte in treno, da Roma, dove viveva, per poi svolgere, spesso proprio nel posto in cui è stata ammazzata, l’unica attività che le è stato consentito di svolgere nel nostro Paese, quella della prostituta. Le indagini, quindi, si sono subito rivolte negli ambienti collegati, locali e non solo. All’origine dell’omicidio potrebbe infatti esserci stato uno ‘sgarro’ della giovane nei confronti di un presunto ‘protettore’ (mai termine fu meno appropriato) e la conseguente decisione di inviare un mostruoso avvertimento alle altre prostitute.
