L'uomo è deceduto all'ospedale di Perugia (Foto Umbria24)

di Maurizio Troccoli

Un lavoratore marocchino, Abdelkerim Hamdi, di 42 anni è morto dopo alcune ore di agonia presso l’ospedale di Perugia a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto nella notte presso l’azienda metalmeccanica Proma di Umbertide, operante nell’indotto Fiat. L’uomo è stato colpito con grande violenza da un pezzo di metallo all’addome. L’impatto è stato così forte da sbalzarlo di diversi metri.

La vittima era un lavoratore precario, oltre che immigrato, assunto il giorno prima di morire, a dimostrazione del fatto che a pagare il prezzo più alto sono troppo spesso le categorie più deboli. L’uomo è arrivato al Santa Maria della Misericordia alle due di notte, è stato operato urgentemente al fegato a causa di un grave trauma chiuso toraco-addominale. La situazione clinica è risultata subito grave. A metà mattinata è deceduto. L’oggetto metallico l’ha colpito al fianco destro sbalzandolo di qualche metro. Sono in corso le indagini per ricostruire le dinamiche della vicenda.

I lavoratori e la Rsu, insieme a Fim e Fiom, venuti a conoscenza del decesso, hanno convocato immediatamente un’assemblea nella quale si è deciso il fermo dell’attività per alcune ore in tutti i turni di lavoro e una nuova assemblea nella giornata di domani, nella quale saranno approfondite le cause della morte del collega.

«Fim e Fiom si stringono attorno alla famiglia del giovane operaio e ribadiscono ancora una volta che in questo momento di crisi pesantissima per il settore, la sicurezza e la salute dei lavoratori devono essere tutelate come bene primario e imprescindibile dalle aziende», scrivono in una nota. Sindacati e Rsu auspicano dunque che si faccia al più presto chiarezza sulle responsabilità che hanno portato a questa ennesima tragedia.

Cgil, la nota Ancora un altro. Ancora un giovane, ancora un precario, ancora un immigrato. Per di più, assunto il giorno prima della sua morte. Un altro dramma che fa a cazzotti con l’ottimismo diffuso a piene mani proprio in questi giorni dall’Inail. E’ quanto scrive la Cgil in una nota che continua: l’incidente mortale alla Proma di Umbertide è l’ennesimo caso in cui a perdere la vita è un lavoratore giovane con contratto di lavoro interinale, ovvero un lavoratore in affitto. Le parole rischiano di non avere più significato, la speranza è che ci sia una crescita culturale, che rimetta al centro il lavoro e la vita dei lavoratori e che finisca la dittatura culturale del profitto e dei mercati, dell’unico dio che sembra consacrato: il dio denaro. Lo sconcerto di un’organizzazione sindacale come la Cgil è grande, ma vogliamo, ancora una volta, insistentemente, testardamente, rimettere al centro le uniche armi che abbiamo: la prevenzione, il rispetto delle regole, la formazione. In altre parole, quello che serve è ripensare il modello di sviluppo economico e sociale. L’Umbria, che nel 2012 conta già 12 vittime in meno di 7 mesi, deve scrollarsi di dosso questo tragico primato delle morti sul lavoro, che continuano ad aumentare nonostante l’allargarsi a dismisura della crisi. Di questo, bisogna che tutti parlino e si preoccupino, non solo il giorno dopo la tragedia. Per questo la Cgil si sente ancora più impegnata, perché in tempi straordinari bisogna rispondere in maniera non ordinaria, per evitare che ci sia una riduzione di attenzione e riaffermare il valore prioritario della vita umana. Come detto, nei giorni scorsi l’Inail nazionale ci ha comunicato che le morti sul lavoro in Italia sono calate nel 2011. Sarebbe però utile ricorda all’istituto che le ore lavorate sono drasticamente ridotte dal dilagare di disoccupazione e cassintegrazione. Infatti, si muore di disoccupazione anche più che di lavoro. La Cgil, che da tempo, spesso inascoltata, denuncia questa situazione, continuerà nella sua battaglia per restituire dignità al lavoro e rompere questa scia di morte.

Il Comune di Umbertide E’ incredibile che ancora oggi si continui a morire nei luoghi di lavoro. Scrive in una nota il Comune di Umbertide: Non sappiamo se ci siano responsabilità per la morte di Abdelkerim Hamdi, che ha perso la vita questa mattina nell’azienda metalmeccanica in cui lavorava, e nel caso ci fossero, ci auguriamo che vengano accertate quanto prima dalle autorità competenti. Oggi è il giorno dello sgomento per la perdita di una giovane vita, marito e padre, che ha lasciato attoniti e addolorati Umbertide e i suoi cittadini. Come Amministrazione Comunale vogliamo essere vicini alla famiglia della vittima e dimostrare in modo tangibile che la nostra città non lascia indietro nessuno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Occorre lavorare per una profonda cultura per la sicurezza nei luoghi di lavoro; quanto fatto sinora è importante ma non è certo sufficiente. Occorre che le imprese, le istituzioni e i sindacati si impegnino con forza nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, lottando con determinazione contro tutto ciò che mina la sicurezza, lottando contro il precariato che rende ancora più difficili le condizioni degli operai, con turnazioni sia di giorno che di notte. Quanto accaduto questa mattina ad Umbertide è un episodio che ci ferisce e ci fa male, ma che deve spingere tutti alla mobilitazione affinché certe tragedie non accadano più. Già nelle prossime ore chiederemo un incontro con le associazioni di categoria e la proprietà dell’azienda in cui è avvenuto l’incidente mortale, al fine di capire quanto accaduto e programmare iniziative di solidarietà e sostegno che abbiamo il dovere di intraprendere nei confronti della famiglia della vittima.

Verini Il drammatico incidente sul lavoro nel quale è morto un giovane precario proveniente dal Marocco è l’ennesima tragedia di una infinita catena, non degna di un Paese civile. Lo scrive Walter Verini, deputato umbro in una nota: Abdelkerim Hamdi aveva poco più di quaranta anni, aveva lasciato il suo Paese con la speranza di un lavoro, di una vita diversa, che si è spezzata. Il tema della sicurezza sul lavoro è una vera emergenza. Se il numero dei morti e dei feriti è diminuito nell’ultimo anno è anche perché la crisi ha lasciato a casa tanti licenziati e cassintegrati. La verità è che occorre ancora fare di tutto perché le leggi e le norme sulla prevenzione e la formazione siano rigorosamente rispettate – aggiunge Verini -. Proprio nei giorni scorsi, su iniziativa dell’ANMIL, è risuonato con forza, da Assisi, questo appello da parte di istituzioni e sindacati. Occorre raccoglierlo. Non abbassare la guardia. Fare il possibile perché tragedie come quella di Umbertide non accadano più e l’Italia sia finalmente, come non si stanca di ripetere il presidente Napolitano, un Paese dove si crea lavoro e si crea lavoro sicuro e rispettoso della dignità e della vita delle persone.

2 replies on “Proma di Umbertide: muore operaio 42enne colpito allo stomaco da un pezzo di metallo”

  1. Assunto un giorno prima, ma pensate un po’ che casualità, mi ricorda il manovratore della ruspa morto alla cava al Faldo (tra Montone e Umbertide) qualche anno fà….. Casualità

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