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Luigi Chiatti noto come il "Mostro di Foligno"

di Francesca Marruco

Il mostro di Foligno Luigi Chiatti aveva chiesto la liberazione anticipata, in virtù dello svuotacarceri approvato prima nel dicembre del 2013 e poi modificato nel febbraio del 2014. Già il tribunale di sorveglianza di Firenze aveva rigettato questa sua richiesta e allora lui, (i detenuti possono presentare autonomamente questo tipo di ricorso), si è rivolto alla suprema Corte. E’ questo il motivo del ricorso che mercoledì sera la prima sezione della Corte di Cassazione ha rigettato, condannanto il pluriomicida che seviziò e uccise due bambini a Foligno, anche al pagamento delle spese processuali.

La modifica Lo svuotacarceri, inizialmente approvato dal governo Letta nel dicembre del 2013, prevedeva uno sconto di pena di 75 giorni per ogni semestre scontato in carcere, per tutti i detenuti che non avevano avuto problemi disciplinari negli istituti penitenziari, senza distinzione legata al tipo di reato. Solo prima dell’approvazione in senato la legge è stata modificata escludendo da chi poteva fare richiesta di liberazione anticipata tutti i condannati per reati previsti dall’articolo 4-bis, che comprende anche quelli di natura sessuale.

Altri tre anni Luigi Chiatti finirà quindi di scontare la sua pena il prossimo settembre, e, come stabilito recentemente dal tribunale di sorveglianza di Firenze, poi verrà detenuto in una casa di cura e custodia almeno tre anni perchè “ancora socialmente pericoloso”. Ma Chiatti farà appello contro questa decisione e potrebbe ancora non essere tutto stabilito.

Le condanne Il 46enne Chiatti era stato condannato all’ergastolo, poi ridotto a 30 anni per seminfermità mentale per aver ucciso i piccoli Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci di 4 e 13 anni a Foligno. Il mostro di Foligno, come lui stesso si definì, aveva anche beneficiato di una ulteriore riduzione di tre anni della pena in virtù dell’indulto. Al momento dunque, finito di scontare la sua pena, andrà in una casa di cura e custodia, per almeno tre anni, se non vincerà il ricorso contro questa decisione.

La nota delle famiglie delle vittime «Il rigetto della richiesta di liberazione anticipata è solo un primo passo, per niente risolutivo, anche se sono convinto che sarà presto rigettata anche la richiesta di revoca della pericolosità sociale». E’ quanto dice l’avvocato Giovanni Picuti che difende le famiglie di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci, i due bambini uccisi dal mostro di Foligno Luigi Chiatti. «Dopo di che – sostiene ancora il legale – ci sarà da capire dove e per quanto tempo, oltre i tre anni previsti dalla sentenza di condanna, Chiatti dovrà espiare il periodo di internamento.  Le famiglie delle vittime sono fiduciose, non nutrono dubbi sulla imminente conferma della pericolosità sociale del carnefice dei loro figli. Ma il procedimento non è ancora terminato e settembre si avvicina»