«Sono sul corridoio di sezione con mia madre e altri detenuti e ho con me le forbicine piccole della Chicco. Ci sono nel corridoio dei capi di bestiame (mucche, credo). Con meticolosità le dobbiamo fare a pezzi piccoli (privati di carne e grasso), non c’è spargimento di sangue»: è la descrizione di uno dei tanti incubi che, a distanza di vent’anni dai delitti di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci, Luigi Chiatti, conosciuto anche come il mostro di Foligno, racconta ad un suo ex compagno di cella, Sergio, un 50enne livornese arrestato per pedofilia, che adesso ha deciso di raccontarle in una intervista di Chiara Giannini al quotidiano Libero .
Luigi è guarito «Conobbi Chiatti subito dopo il mio arresto» racconta l’uomo. «Ero stato denunciato da una donna per presunte molestie sul figlio, ma non era vero. In compenso confessai altri due abusi su altrettanti minori. Non vado fiero di ciò che ho fatto e oggi, al solo pensiero, provo ribrezzo e soffro. Associo il dolore ai bambini». «Tornando a Luigi, mi scrive regolarmente» chiarisce «e mi racconta la sua vita in carcere e i suoi incubi. Mi ha detto di stare meglio, che è sicuro anche lui di esserne fuori, ma che gli sarebbe piaciuto uscire, magari una volta, per mettersi anche alla prova. Io lo so, però, che è guarito. Cosa che non posso dire di altri pedofili che ho conosciuto e con cui tengo una corrispondenza. Lo capisci subito se uno ha ancora la tara in testa e Luigi non ce l’ha, ne sono certo. Perché vi racconto questa storia? Solo per farvi capire che in Italia non c’è nessuno che dopo la scarcerazione ci segua e invece sarebbe necessario. Tempo fa scrissi anche al ministro Alfano, ma nessuno mi ha mai risposto».
Gli animali scuoiati Chiatti invia a Sergio lettere in cui descrive i suoi sogni, che ogni mattina mette nero su bianco. «Sogna quasi sempre ambienti chiusi», dice Sergio. «Sono in un ambiente chiuso, credo una piccola stanza. Non riesco a vederla per intero o vedere la sua grandezza» e poi «mi trovo in una stanza, c’è un tavolo, credo di essere seduto, dall’altro lato qualcuno, una o due persone». E ancora: «Sono in una stanza, ci sono due ripiani rialzati pieni di materiale granuloso drenante marroncino, con me ci sono altre 2-3 persone. A un certo punto da sotto il letto vedo uscire due insetti dalla forma di bastoncino con sopra una specie di ala marroncina (tipo ala di farfalla). Ho timore uno dei due è più piccolo. Mi avvicino, quello più grande scatta, quasi a volermi attaccare per difendere il più piccolo. Io indietreggio e lui si ferma, riprovo ad avvicinarmi, vorrei ucciderlo, ma non so come fare…», scrive ancora Chiatti a Sergio che dice «Sogna spesso animali». Come quando da poco gli ha detto di aver visto «un coniglio scuoiato. Sembra già cotto, come lessato, tagliato per lungo a metà. Lo faccio a pezzi con le mani e lo metto in un contenitore di media grandezza, di plastica».
Un’altra possibilità «È per Luigi» dice Sergio «che so che non si arrabbierà per questo e per tutti quelli come noi che ho deciso di parlare e raccontare. Perché tutti devono avere il diritto, una volta tornati alla vita normale, di essere seguiti, non solo per essere controllati, ma anche aiutati a non cadere più in certe situazioni».
