di Fra. Mar.
«Per venti volte almeno ho afferrato il cellulare per chiamare la mamma di Lamberto. Avrei voluto dirle che sono con lei, che una mamma non dovrebbe mai passare per un dolore così grande, ma non sapevo come fare. Io, la madre dell’altro, ora che conforto le posso dare?». A dirlo in un’intervista a La Nazione, è la mamma di T.C., il 19enne tifernate denunciato per spaccio e morte in conseguenza di altro reato per aver ceduto l’Mdma a Lamberto Lucaccioni, il 16enne morto al Cocoricò di Riccione.
Non è uno spacciatore La donna ha inoltre aggiunto:«Vorrei che la gente capisse che mio figlio non è uno spacciatore», e del figlio che ha dato al droga all’amico minorenne del fratello, dice:« E’ distrutto, pentito. Si sente responsabile per quello che è accaduto. Non fa altro che piangere e dormire. Mi ha detto ‘Mamma ho fatto un errore grandissimo, il più grande, e me ne pentirò per tutta la vita’. Mi ha detto che quella è stata la prima volta che ha preso la droga. Sicuramente l’ultima».E su quella tremenda sera racconta:«Domenica mi hanno detto che Lamberto era morto. Era allucinante. Poi sono arrivati i carabinieri. Sentivo mio figlio confessare tra le lacrime. Lui parlava e io non riuscivo a crederci. Adesso continua a dire ‘Ho fatto una cazzata non so perché. Eravamo tutti insieme l’abbiamo presa tutti’».
Interrogatori E il giovane, attualmente unico indagato verrà sentito nei prossimi giorni dal pm di Rimini Elisa Milocco. Il ragazzo infatti è stato ascoltato solo domenica scorsa dai carabinieri di Riccione e proprio a loro avrebbe detto che la seconda dose di Mdma l’avrebbe procurata a Lamberto all’interno del Cocoricò da un altra persona. Che a breve potrebbe essere identificata e denunciata.
Cocoricò Ma anche per la notissima discoteca potrebbero arrivare presto delle novità: una richiesta di sospensione della licenza per il Cocoricò è stata infatti depositata al questore Maurizio Improta. La richiesta dei carabinieri di Riccione, arrivata dopo una settimana dalla morte del sedicenne tifernate Lamberto Lucaccioni, è corredata da un’informativa molto dettagliata riguardante arresti e contravvenzioni fatte al Cocco dal dicembre 2013 fino ad oggi.
De Meis dimissionario E quindi, dopo le dimissioni del patron della discoteca Fabrizio De Meis, che in una conferenza stampa ha detto di aver «fatto tanto contro la droga ma non è bastato», anche il locale rischia di chiudere i battenti, almeno per un po’. Dopo essere stato sommerso di critiche per non aver sospeso la serata Diabolika, in programma per venerdì sera, poche ore dopo i funerali di Lamberto a Città di Castello.
Diabolika La scelta di tenere aperto il locale era stata stigmatizzata anche dal legale della famiglia Lucaccioni, oltre che da moltissime altre persone. Ma c’è anche chi si è schierato apertamente dalla parte del Cocco, sostenendo che la droga i ragazzini avrebbero potuto consumarla ovunque, anche in un parco di Città di Castello. Venerdì notte all’ingresso della discoteca venivano regalate magliette contro l’uso delle sostanze stupefacenti e per un divertimento sano. Ma potrebbe non bastare.
