Si fa largo l’ipotesi suicidio per la morte di Enrico Sperandei, il 52enne di Collesecco trovato senza vita venerdì mattina all’interno dell’area Ast, a Terni. All’inizio si era pensato ad un malore, poi la svolta nell’indagine.
La dinamica ipotizzata A far propendere gli inquirenti, la squadra mobile diretta da Tommaso Niglio coordinata dal pm Raffaella Gammarota, verso l’ipotesi suicidio un particolare: l’ascensore del capannone del reparto trattamenti termici (chiuso da mesi) era fermo all’ultimo piano e, non essendoci un dispositivo di richiamo automatico, l’idea è che il 52enne vi sia salito per poi lasciarsi cadere nel vuoto dal tetto, a circa 25 metri di altezza. Durante il volo, poi, Sperandei avrebbe urtato i cavi del carroponte, per poi impattare su una tettoia a circa 8 metri di altezza, prima di finire al suolo.
Responso dall’autopsia A indirizzare gli inquirenti verso questa ricostruzione anche le ferite alla gamba trovate sul corpo del 52enne, che potrebbe essersele fatte in uno degli impatti prima di atterrare. Ma sarà l’autopsia a fornire ulteriori risposte. Sperandei conosceva bene quell’area, dato che vi si recava per caricare e scaricare merce. Sui motivi che possano aver portato al gesto sono ancora in corso le indagini. Intanto a Collesecco la comunità è incredula per una morte che appare tanto inspiegabile.

