Il maestro Giuliano Fulvi

«La notizia della morte di Giuliano Fulvi, una morte drammatica, mi ha rattristato profondamente. Fulvi era uno di quei perugini generosi che riescono a entrare con forza e personalità nelle vicende quotidiane della loro città lasciando un segno». E’ il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, a ricordare il maestro di arti marziali che si è tolto la vita nella sua palestra di via Piccolpasso.

Tanto affetto Tantissimi gli attestati di affetto nei confronti di Fulvi. Anche la redazione di Umbria24.it ha ricevuto messaggi di suoi ex allievi rimasti profondamente addolorati per la morte del 58enne perugino. Teresa, ad esempio, scrive: «Ciao maestro insegna anke lassu’ le arti Marziali…!!!». Daniele: «il MAESTRO FULVI è stato uno tra i Pionieri del KUNG FU in Italia. I suoi insegnamenti e il suo sorriso resteranno x sempre!». Sauro: «Conoscevo Giuliano da 38 anni…….ogni parola è fuori luogo». Dimitri: «il mio maestro di arti marziali è morto..era una persona perfetta ed energica..scherzava sempre con noi. Buon viaggio Maestro!». Patrizia: «sono senza parole… ho frequentato il corso di thai chi nel 2000-2001 e 2001-2002. porto con me la giusta disciplina ed un sacco di bei ricordi. sono veramente triste».

Uomo del fare Boccali lo definisce «una di quelle persone che parlano poco e fanno le cose. Il suo amore per lo sport – continua – non prescindeva mai dall’idea che l’agonismo, in particolare le arti marziali, volesse dire equilibrio tra corpo e mente, che la maturazione fisica di un individuo non potesse prescindere da quella spirituale.

Ci mancherà «Una idea di sport – secondo il sindaco – con un forte significato sociale di crescita della persona che riporta al senso vero e pieno della disciplina rigorosa, della serietà, della lealtà. Fulvi non si è fermato certamente alla teoria, ma ha profuso impegno e creatività per tradurla in tante iniziative di cui la nostra città ha beneficiato. Il Maestro Fulvi ci mancherà. In questo momento – conclude Boccali – ci stringiamo alla sua famiglia partecipando al suo dolore».

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