Diego Bianchina

di Fabio Toni

Due dirigenti della Thyssen a processo per la morte di Diego Bianchina, l’operaio Tk-Ast morto nel dicembre 2009 per le esalazioni di acido solfidrico durante il travaso di una cisterna. La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Terni nei confronti degli ultimi due imputati del procedimento. Gli altri tre avevano già scelto di patteggiare.

Antonio Bufalini e Walter Maffeo, rispettivamente direttore dello stabilimento di Terni e il dirigente responsabile area tecnica e servizi, dovranno difendersi dall’accusa di omicidio colposo. Secondo la procura, i due avrebbero trascurato la formazione e l’aggiornamento dei lavoratori sui possibili fattori di rischio presenti.

Nelle loro arringhe difensive, gli avvocati Andrea Garaventa ed Ezio Audisio hanno sottolineato come i dispositivi di sicurezza fossero in realtà disponibili e utilizzabili e come la nomina dei due imputati, nel loro nuovo ruolo di responsabilità all’interno dell’azienda, fosse avvenuta soltanto sette giorni prima della disgrazia.

Nel corso dell’udienza preliminare, la strada del patteggiamento era stata già seguita da tre dei cinque imputati: i quadri intermedi Rodolfo Maria Borzacchini, Michele Pelini e Marcello Brunelli. Per loro, la condanna era stata ad un anno di reclusione con i benefici di legge. Il procedimento coinvolge anche l’azienda, con accuse legate a presunti illeciti amministrativi. La prima udienza del processo è prevista per il 25 ottobre.

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