«Resta ancora l’allerta dopo il guasto che si è verificato ieri sera alla diga di Montedoglio e comunicato alle 21.40 a tutte le istituzioni preposte». È quanto sottolineano dal Centro regionale di Protezione civile, ricordando che «immediatamente al verificarsi dell’evento è stata disposta l’apertura del Centro funzionale e della sala operativa unica regionale ai fini di un costante monitoraggio». Presso la Prefettura di Perugia è stato attivato il Centro coordinamento soccorsi dove fin da subito vigili del fuoco, polizia stradale, carabinieri, corpo forestale dello Stato e i rappresentanti della Regione Umbria hanno condotto l’attività dei soccorsi.
Mille sfollati «I Comuni di Città di Castello, Citerna, San Giustino, Montone Umbertide, con le proprie strutture di protezione civile – rilevano dal Centro regionale -, si sono attivati per assistere la popolazione che a scopo precauzionale nella notte aveva lasciato le proprie abitazioni, per un totale di circa mille persone, con la preziosa collaborazione delle Associazioni di volontariato presenti sul territorio che hanno prestato la dovuta assistenza».
Ponti chiusi ma il livello cala L’allontanamento dalle case «è stato deciso a causa dell’innalzamento del livello del Tevere, dove si stava riversando l’acqua fuoriuscita dalla frattura nella diga. Tutti i ponti lungo il Tevere dalla località di Sansepolcro a Città di Castello, in Umbria, sono stati chiusi per precauzione. La piena del Tevere ha superato l’abitato a Città di Castello, senza provocare particolari danni se non esondazioni sparse in territori agricoli». «L’acqua – concludono dal Centro regionale di protezione civile – continua a calare dalla diga e solo a partire dal pomeriggio e nei prossimi giorni sarà possibile cominciare a verificare i danni subìti dalla diga e quelli provocati dall’inondazione».
Falla al canale di sfioro Parla di «situazione sotto controllo», anche il direttore dell’Ente irriguo umbro-toscano, Diego Zurli, dopo il guasto alla diga di Montedoglio che ha causato una fuoriuscita di acqua che in queste ore sta gonfiando il Tevere. A cedere, precisa Zurli, «non è stata una paratia, ma una porzione del canale laterale di sfioro della diga», una struttura alta una decina di metri, per una larghezza di circa 25. Zurli tranquillizza anche sugli eventuali danni provocati dalla piena: «molti meno – dice – dell”esondazione del Tevere di una ventina di giorni fa causata dalle piogge. Ora la portata è di circa 200 metri cubi al secondo, ma dovrebbe già dal pomeriggio scendere ad un centinaio». L’attenzione dell’ente irriguo si concentra invece sulle cause di quanto accaduto, per Zurli «inspiegabile, almeno sinora. Stavamo terminando proprio in questi giorni le lunghissime procedure di collaudo di una struttura che è lì da 30 anni, e tra le varie porzioni della diga sulle quali si concentrano i vari collaudi, quella che ha ceduto la notte scorsa, e cioè uno sfioratore, è sicuramente una delle meno a rischio. Per questo sarà importante, una volta riportata la situazione a normalità, capire le cause di quanto accaduta».

