di Enzo Beretta
Rinviata al 17 dicembre, per riascoltare la versione della donna che ha denunciato di essere stata vittima di molestie sessuali da parte del datore di lavoro, l’udienza del processo in corso a Perugia contro un uomo di 58 anni.
La vicenda «L’imputato – ricostruisce la Procura negli atti – anche durante alcuni viaggi in auto motivati da ragioni di collaborazione professionale che la giovane aveva accettato su proposta dell’uomo, amico di famiglia, molestava la giovane 26enne, a scopo sessuale. Le rivolgeva reiterati e pesanti apprezzamenti sul suo aspetto fisico (con espressi riferimenti a seno e fondoschiena), invitandola a non indossare il reggiseno e a recarsi in un appartamento nella sua disponibilità, con la chiara ostentazione della finalità di consumare rapporti sessuali, da ultimo insistendo di volerle vedere il seno, sollecitandola a lasciare il fidanzato, dovendo lei essere solo sua, e reclamando accondiscendenza alle sue pretese sessuali come premio per averle procurato un buon affare con un cliente (in alcune circostanze sfiorandole alcune parti del corpo, toccandole le gambe e risalendo fino a sfiorarle il seno), ciò nonostante il chiaro rifiuto delle avances da parte della giovane».
Il viaggio in auto Nelle carte del pm si racconta anche un viaggio a Gubbio avvenuto nel 2017: «Dopo aver ripetuto pesanti avances in auto, mentre si trovano all’interno di un locale, più volte le toccava il fondoschiena con gesti repentini nonostante l’evidente rifiuto e allontanamento della donna; quindi, fermatosi con la macchina in un parcheggio, l’afferrava per il collo nel tentativo di baciarla, riuscendo comunque a sfiorarle le labbra, nonostante il tentativo della persona offesa di allontanarlo con le mani, fermandosi solo dopo che la stessa gli urlava di fermarsi; infine, al rientro, una volta scesi dal mezzo, le toccava di nuovo il fondoschiena e le infilava le mani sotto la maglietta, profferendo espressioni del seguente tenore: ‘Quando voglio una cosa, me la prendo’». Il rappresentante della pubblica accusa è il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini, l’imputato è difeso dall’avvocato Marco Brambatti, la parte civile è invece assistita da Delfo Berretti. Il collegio giudicante è composto dai giudici Carla Maria Giangamboni, Edoardo Esposito e Serena Ciliberto.
