Il primo resoconto del 2012 dallo sportello Antimobbing «registra , purtroppo, un aumento preoccupante delle persone che reputano di esser vittime di mobbing» è quanto dichiara l’Adoc in una nota.

I particolari Naturalmente non sempre la percezione di essere vittima di mobbing si rivela concreta «ma tale percezione rivela comunque il sospetto di lacune organizzative del lavoro. Due gli elementi che colpiscono: la conferma che in maggioranza le presunte vittime sono donne e che la maggior parte delle richieste di aiuto viene da lavoratori del Pubblico Impiego (75%). In sei casi abbiamo dato mandato agli avvocati di intraprendere il percorso legale per tutelare le persone sottoposte ai presunti soprusi. Delle persone che hanno telefonato 18 hanno accolto la nostra offerta di sostegno psicologico da Psicologi e psichiatri collegati alla nostra organizzazione», ancora la nota.

Le ripercussioni Ma il timore di ripercussioni continua anche dopo la segnalazione nonostante si attivi il sostegno psicologico della presunat vittima: «Molte persone si fermano allo sfogo con i nostri responsabili degli sportelli per timore di ulteriori ripercussioni nel posto di lavoro, questo ultimo elemento dimostra ancora di più quanto è urgente la realizzazione di una legge Nazionale che tuteli i lavoratori contro i soprusi restituendo la sicurezza del diritto del più ‘debole’ contro il più “forte” è inaccettabile che per non mettere in pericolo il proprio posto di lavoro o per il timore di trasferimenti “punitivi” vi siano persone che si devono arrendere ad angherie e umiliazioni professionali», dice l’Adoc.

L’invito «Invitiamo tutti i lavoratori a rivolgersi presso di noi con serenità avranno garantito il più assoluto anonimato, e il massimo sostegno sia psicologico che legale», conclude la nota

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