Parla di un sindaco «non pervenuto», di una «cattiva aria in città» e del fatto che «forse, si sentono protetti da questa amministrazione» coloro che le hanno mandato minacce via posta. E’ Patrizia Stefani, copresidente di Arcigay, al telefono con Umbria24, il giorno dopo la denuncia in questura. «Ho consegnato alla polizia la lettera con le minacce – aggiunge -, è probabile che dalle impronte si riesca a risalire all’autore. Tuttavia è anche possibile che dalla visione delle telecamere vicine alla buca postale dove è stata messa la lettera si veda qualcosa». Una lettera che contiene frasi, del tipo: «Ti facciamo passare la voglia di difendere quei sporchi froci di merda», «quando tornerà uno come il baffino tedesco tu e i tuoi amici froci verrete messi tutti nei forni crematori questa è la fine che meritate» e che è stata «affrancata e non timbrata», spiega Stefani, «particolare questo – aggiunge – che ci fa pensare che sia stata introdotta direttamente nella nostra casella delle lettere in via della Pallotta». Quanto agli attestati di solidarietà «ne ho ricevuto tanti – ha aggiunto Stefani -, mi aspettavo un minimo cenno dal sindaco ma, ancora una volta, non si è fatto vivo. Non lo dico per me, ho abbastanza anni per non stupirmi facilmente. Lo dico per lui. Io vedo che l’aria non è buona, non mi lascio intimorire, ma di certo evito di camminare da sola per strada. Non è la prima volta che siamo bersaglio di questa violenza. Ci hanno strappato i manifesti, ci hanno imbrattato la sede, ora la lettera, insomma la situazione è inquietante».
La nota del sindaco In serata poi arriva la nota di Romizi (dall’entourage del sindaco si apprende che la nota era stata predisposta in mattinata ma non era stata inviata per motivi tecnici): «Esprimo la più completa solidarietà a Patrizia Stefani per il gravissimo atto che le è stato rivolto. Non è accettabile che accadano episodi del genere in una città come Perugia. Per questo rivolgo a Patrizia e a tutta l’associazione Omphalos la mia piena solidarietà e contrarietà per il grave accaduto».
Presidente Marini Parla di un «atto gravissimo e vile nei confronti di una persona che si impegna da anni nella battaglia di civiltà contro le discriminazioni di genere, per il rispetto di diritti fondamentali e dell’uguaglianza di tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale», la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nell’esprimere la sua «profonda solidarietà» alla copresidente dell’associazione Omphalos Arcigay Arcilesbica, Patrizia Stefani. «Un episodio intollerabile e che non deve essere sottovalutato – rileva – in una regione che ha fatto e fa dell’essere solidale e attenta alla tutela dei diritti delle persone la sua ‘bandiera’. Un atto di violenza e odio che ci impone l’obbligo di rafforzare ancora di più la nostra azione per diffondere la cultura del rispetto. È questo anche lo spirito delle norme in discussione in Consiglio regionale».
Partito democratico «Voglio esprimere a titolo personale e a nome del Partito democratico di Perugia solidarietà alla co-presidente di Omphalos, Patrizia Stefani. Il fatto, che fortemente condanniamo, è di enorme gravità e non va sottovalutato tanto più perché successo a Perugia, una città che si è sempre contraddistinta per la sua inclusione ed è sempre stata attenta ai temi dell’uguaglianza e dei diritti civili. Omphalos continui le sue battaglie di civiltà», ha scritto il segretario del Pd di Perugia Francesco Giacopetti, mentre i consiglieri comunali Pd dichiarano: «Intimidazioni e insulti, che sfociano fino alle minacce di morte. Prima di tutto vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà – scrivono Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e Diego Mencaroni – e condannare questo fatto gravissimo, ultimo di una serie di preoccupanti episodi che nell’ultimo anno si sono susseguiti. La lettera anonima, purtroppo, arriva dopo numerose denunce con cui, in questo periodo, l’ Omphalos ha segnalato episodi di omofobia e intolleranza avvenuti nella nostra città, sia in luoghi pubblici che nelle scuole. Il numero di episodi di minacce, omofobia ed intolleranza registrato e denunciato dall’associazione è nettamente aumentato negli ultimi mesi. Soltanto pochi giorni fa sono stati imbrattati e strappati i manifesti relativi alla campagna sul matrimonio lanciata sempre dall’Omphalos. Sarebbe stata opportuna una presa di posizione pubblica del sindaco Romizi e della sua Giunta per condannare questi episodi di violenza. E’ inaccettabile, infatti, il silenzio del centro destra e della sua amministrazione di fronte al ripetersi di avvenimenti così gravi». «La Regione Umbria sta da tempo discutendo una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, proposta ed approvata proprio dal Consiglio comunale di Perugia, che anche alla luce degli ultimi episodi si rende assolutamente urgente. Riteniamo necessario che il consiglio regionale legiferi il prima possibile su questo tema per dare un segnale di inversione di tendenza a tutti i cittadini». Parla di «un’escalation pericolosa che avrebbe richiesto una presa di posizione chiara e inequivocabile di condanna da parte di chi governa la città». Lo afferma la senatrice del Pd Valeria Cardinali. «Anche nel dissenso – aggiunge -, non si era mai assistito ad attacchi così violenti e minacce personali. Il Comune di Perugia – ha continuato Cardinali – ha sempre lavorato negli anni per il riconoscimento dei diritti civili e per l’affermazione di una cultura del rispetto delle differenze che non deve interrompersi. Sarebbe un passo indietro inaccettabile per qualsiasi comunità, è un fatto di civiltà, non di colore politico. Esprimo ferma condanna per un atto così grave e piena solidarietà a Patrizia Stefani. Conosco personalmente Patrizia da anni e ho sempre apprezzato non solo l’importante attività svolta nell’associazione, ma anche la serietà e la competenza con la quale svolge la sua professione lavorativa. Sono anche convinta che quanto accaduto non la fermerà nella sua battaglia per il riconoscimento dei diritti civili. In Parlamento faremo la nostra parte con l’approvazione della legge sulle unioni civili e ritengo molto importante anche il contributo che darà la legge contro l’omofobia che è in discussione nel consiglio regionale dell’Umbria. Auspico – conclude la senatrice del Pd – che la Questura riesca ad individuare gli autori della lettera e che la città, a partire dal sindaco Andrea Romizi, condanni con fermezza questo gesto che mi auguro resti un brutto episodio isolato».
Scelta Civica «Vorrei manifestare tutta la miasolidarietà alla co-presidente di Omphalos e condannare, al contempo, gli autori della lettera minatoria ritrovata nella sede dell’associazione. Un gesto ignobile che va stigmatizzato con forza ma che deve suonare come un campanello d’allarme da non sottovalutare». A dirlo la deputata di Scelta Civica, Adriana Galgano che aggiunge: «Stando alle dichiarazioni del co-presidente di Omphalos, Albertini, nella nostra città sta montando un’ondata di violenza contro gli omosessuali che va stroncata sul nascere. Chiedo, quindi, alle Istituzioni di intervenire prontamente. Perugia è da sempre cittàsimbolo dell’accoglienza e dell’inclusione – chiude la parlamentare – e non possiamo accettare che, per colpa di un manipolo di soggetti, vengano messi in discussione valori secolari che, da San Francesco a Capitini,contraddistinguono la nostra cultura e sono alla radice della nostra società».
Radicali «Alla luce di gravi fatti avvenuti nel Comune di Perugia e considerando indicative di un clima oscurantista alcune posizioni dei consiglieri regionali di minoranza, il gruppo radicaliperugia.org intende innanzitutto esprimere solidarietà all’associazione Omphalos – scrive in una nota -, fatta oggetto nei giorni scorsi di inquietanti intimidazioni. Cartelloni pubblicitari di sensibilizzazione per l’uguaglianza delle coppie omosessuali sono stati strappati subito dopo l’affissione, mentre la co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani, è stata vittima di un grave episodio avendo ricevuto una lettera densa di offese e minacce. Difronte a tali episodi l’amministrazione comunale si è contraddistinta per un assordante silenzio e, come se non bastasse, recentemente due consiglieri di maggioranza, De Vincenzi e Pittola, hanno depositato un ordine del giorno volto al sequestro di libri per l’infanzia, accusati di diffondere la quanto mai fantomatica teoria gender. E dal canto suo il consigliere regionale Claudio Ricci, nei primi giorni di settembre, ha annunciato la presentazione di una mozione volta alla valorizzazione della famiglia naturale: uomo, donna, figli. Pertanto come radicali di Perugia riteniamo che non possa attendere oltre la calendarizzazione di una legge contro l’omofobia, da discutere e approvare quanto prima a livello regionale. Non vorremmo infatti che ogni difformità presunta, rispetto alla convenzione tradizionale dei rapporti di coppia e di famiglia, consegni il nostro territorio a ipocrisie private cui vengano sottratti indiscussi diritti di cittadinanza».
