di Ivano Porfiri
E’ stato arrestato in piazza Danti nella tarda serata di lunedì Mohamed Sahroui, tunisino di 26 anni che, secondo i carabinieri, ha venduto la cocaina a M. P., il militare morto nella notte tra sabato e domenica in un hotel di Perugia.
Il pusher Il magrebino, in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, era già stato arrestato in passato per la cessione di stupefacenti che avevano provocato un’overdose a un giovane aretino il 30 giugno 2011. Bloccato dai carabinieri lunedì con le accuse di spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato (nello specifico lo spaccio), si trova ora nel carcere perugino di Capanne.
La serata perugina Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, che hanno illustrato l’operazione nel corso di una conferenza stampa tenuta dal maggiore Giovanni Cuccurullo, comandante della compagnia, il militare sabato era a Perugia con la sua fidanzata, una 25enne rumena residente ad Avezzano. Con la ragazza il militare ha trascorso una serata tra i locali del centro, acquistando la droga che poi avrebbe consumato in hotel. E’ stata lei a trovare il suo fidanzato morto nel letto, domenica mattina. Nella stanza i carabinieri hanno trovato tre involucri che, se le analisi di laboratorio lo confermeranno, contenevano la cocaina e una lametta probabilmente usata per «acchittare» le strisce.
Il riconoscimento La ragazza, in un primo momento, dato il suo stato di choc aveva detto di non poter riconoscere lo spacciatore. Ma, ascoltata una seconda volta dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile, si è ravveduta e lo ha indicato in un album fotografico. La giovane ha riferito di diversi incontri nel corso del pomeriggio tra il suo ragazzo e il pusher che doveva vendergli la coca. Dove sia avvenuta la cessione non è dato sapere, poiché la 25enne ha riferito di essere rimasta in casa a riposare mentre avveniva la compravendita vera e propria.
L’arresto I carabinieri si sono messi immediatamente sulle tracce del nordafricano, individuandolo lunedì sera in piazza Danti. A questo punto mancano all’appello solo gli esiti delle analisi: quelle di laboratorio sulle bustine e quelle tossicologiche, disposte dopo l’autopsia, che dovranno dire se ci sia la droga tra le concause dell’«embolia polmonare acuta» che ha ucciso il 29enne. Su di lui solo un precedente, nel 2003, per guida in stato di ebbrezza.



vediamo di rilasciarli subito questi trafficanti di morte!!!
non c’entra la razza o nazionalità, ma vedo troppi pusher “beccati” e il giorno dopo sono liberi.
…è una cosa indegna, tipico dello stato italiano…massimiliano ha sbagliato, ma ha pagato con la vita, lui che ha servito lo stato con decine di missioni all’estero e che era fermamente convinto di quello che faceva…ciao massi, non ti dimenticherò mai….
Permesso di soggiorno per motivi umanitari