di Maurizio Troccoli
L’inchiesta prende il nome di «Erode», nomignolo che «è costato molti danni psicologici», a Michele Saporito, ginecologo di 55 anni che lo sottolinea a più riprese, insieme ai suoi legali Fernando Mucci e Gianluca Bisogno, in una intervista video a Umbria24 nella quale ripercorre la sua storia di indagato per avere – secondo l’accusa – esercitato aborti al di fuori dei limiti della legge.
I fatti sarebbero accaduti, secondo l’accusa, nell’ospedale di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia. Insieme al ginecologo finisce nei fascicoli della magistratura la sua segretaria privata, un’ostetrica, un dipendente e il convivente di una donna straniera, accusato insieme al medico di aver interrotto la gravidanza della compagna (in attesa di due gemelli) «avendole fatto firmare il consenso – è quanto riportavano gli atti d’indagine – senza che lei conoscesse la lingua italiana». Cinque gli avvisi di garanzia, tre i casi contestati dalla procura.
Dal ginecologo indagato, secondo quanto appreso dagli investigatori, si sarebbero recate donne già al limite temporale previsto dalle legge per eseguire l’aborto e il medico, «eludendo la normativa avrebbe stimato un’epoca di gravidanza diversa da quella reale, in modo da includere la settimana ‘di ripensamento’ e poi praticare l’aborto». Questo il quadro accusatorio. Il ginecologo è stato anche indagato per il reato di peculato per la sottrazione di attrezzatura sanitaria, in particolare una lampada scialitica e altri strumenti sanitari.
Il medico respinge tutte le accuse spiegando la sua versione dei fatti per tutti gli aspetti di indagine che gli vengono contestati dalla procura. Ecco tutti i particolari a pochi giorni dall’udienza preliminare fissata per il 18 ottobre.

