di Fra.Mar.
«Qualcuno ha balenato l’ipotesi che io potessi cambiare versione e scaricare Amanda. Solo un pazzo o un criminale cambierebbe versione, e io non sono né pazzo né criminale. Sono una persona innocente, che da sette anni grida la sua innocenza». Lo ha detto Raffaele Sollecito, condannato a gennaio scorso a 25 anni di pena dalla Corte di Assise di Appello di Firenze nel processo bis per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto nel capoluogo umbro l’1 novembre del 2007, durante la conferenza stampa convocata a Roma dai suoi legali per illustrare i motivi del ricorso in Cassazione.
Amanda innocente ma non sono suo garante Accompagnato dal padre, Francesco, e dagli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, Sollecito, capelli lunghi, giacca e camicia, è apparso sereno e non si è sottratto ai flash dei fotografi e alle telecamere nel centro congressi Cavour.«Sia io che la mia famiglia crediamo profondamente all’innocenza di Amanda e non esiste nessun tipo di ritrattamento in questa nuova fase processuale», ha sottolineato.«Persone che hanno commesso delitti non ne ho mai conosciute – ha aggiunto Sollecito, che poi ha però precisato – Io credo nella sua innocenza ma mi baso sulla mia esperienza, non sono il garante di Amanda».
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Memoriale «Io credo nell’innocenza di Amanda però da quello che si legge nella sentenza si registrano delle anomalie». Sollecito parla del famoso memoriale scritto da Amanda Knox quando era rinchiusa in carcere in cui, ha detto Raffaele «lei stessa mi scagiona completamente, mi dà un alibi e mi dichiara totalmente estraneo». «La base fondante della condanna a 25 anni – ha detto Sollecito – è tutta appoggiata sul memoriale scritto da Amanda mentre era in carcere. In quel memoriale, lei stessa mi scagiona completamente”. In quegli scritti, prosegue Sollecito,«Amanda ammette di aver detto una bugia, quando mi dice di essersi allontanata da casa per andare al lavoro da Lumumba. Dal momento che i giudici hanno ritenuto valido quel memoriale, che per me è un’allucinazione, mi spieghino cosa c’entro io, qual è la mia responsabilità rispetto a quello che ha scritto Amanda», ha aggiunto Sollecito. Nel corso della conferenza, Sollecito ha ribadito che durante il processo non si è mai rifiutato di farsi interrogare.«Sono sempre stato disponibile ad essere ascoltato ma nessuno lo ha mai richiesto – ha aggiunto – In tribunale nessuno mi ha mai messo nella lista dei testi e nessuno ha mai fatto obiezioni. Io sono rimasto silente perché nessuno si è mai interessato ad ascoltarmi».
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Il messaggio di Lumumba In particolare, un sms di Amanda Knox, che collocherebbe la stessa fuori dalla casa di Raffaele Sollecito la sera del delitto di Meredith Kercher, è al centro delle anomalie rilevate dagli avvocati dello studente pugliese Giulia Bongiorno e Luca Maori nella sentenza della Corte d’Assise d’appello di Firenze. Anomalie che hanno spinto la difesa di Sollecito a presentare ricorso in Cassazione.«Nella sentenza si parla di una bugia – sottolinea l’avvocato Bongiorno – Non è possibile che Raffaele e Amanda fossero insieme quando è stato inviato l’sms di Amanda alle 20.35 perché le celle telefoniche erano fuori dalla portata della casa di Raffaele. «Sollecito ha sempre detto di aver passato la notte con Amanda e per notte si intende dalle 22-23» sottolineato Bongiorno precisando che invece dubbi sono stati sempre espressi dal ragazzo,«che ha anche ammesso di aver fumato con Amanda uno spinello», rispetto alla parte iniziale della serata. «Secondo quanto dichiarato da Amanda quell’sms sarebbe stato inviato da casa di Sollecito – ha spiegato ancora l’avvocato Bongiorno – invece per la Corte di Firenze quell’sms è stato inviato non da casa di Raffaele ma da fuori. Quindi secondo la difesa dello studente pugliese «c’è un capitolo ampio sulla differenza delle posizioni processuali di Amanda e Raffaele» alla base del ricorso in Cassazione.
Cassazione annullerà sentenza «Noi crediamo che ci sarà un annullamento in toto della sentenza», ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno,«non è mai esistito nella storia un delitto senza tracce dell’assassino – ha sottolineato Bongiorno – Nella stanza in cui è stata uccisa Meredith non ci sono tracce né di Amanda né di Raffaele ma solo di Rudy Guede. La pulizia selettiva delle tracce non esiste. Quello è il grande errore della sentenza. Riteniamo che non c’entrino nulla Amanda e Raffaele – ha precisato ancora il legale, sottolineano che -sul banco degli imputati c’è la sentenza». «La Corte di rinvio – scrivono nel ricorso in Cassazione – ha negato qualsiasi approfondimento dei ruoli individuali – indagine pur sollecitata dalla difesa – evitando di assumere qualsiasi posizione in ordine alle alternative ipotesi costruttive». La Corte di Firenze ha infatti affermato che «non vi è spazio alcuno per una qualsivoglia differenziazione delle responsabilità penali che, altrimenti si fonderebbe su petizioni di principio indimostrate».
Favoreggiamento I legali però non sono d’accordo e sostengono che «come documentato da ogni pagina del processo ed evidenziato dalla difesa, la possibilità che Raffaele Sollecito avesse assunto una posizione diversa rispetto a quella degli altri due correi risultava da una serie di elementi pregni di significato, il primo dei quali era rappresentato dal contenuto del memoriale, nel quale Amanda Knox aveva parlato al singolare a proposito degli accadimenti di via della Pergola». «La Corte – scrivono Maori e Bongiorno – non ha neppure valutato la eventualità che una derubricazione del contributo del Sollecito in una ipotesi meno grave».« Ed infatti, se il debole movente solidaristico non potrebbe spiegare razionalmente l’escalation di violenza che ha portato alla morte di Meredith Kercher, tale causale potrebbe invece supportare (in linea teorica) un’attività di favoreggiamento verso l’allora fidanzata. Il che non significa affermare che così andarono i fatti, ma solo precisare che tale ultima ipotesi è semmai più verosimile nel momento in cui ci si debba confrontare con l’ipotizzato movente delineato dalla corte di Firenze». I ricorsi di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati depositati da pochi giorni in Cassazione, ed è possibile ipotizzare un pronunciamento della suprema Corte già entro l’anno.
