«E’ la prima volta che qualcuno mi crede »ha detto stamane Amanda Knox al suo avvocato Luciano Ghirga che è andato a trovarla in carcere riferendosi ai risultati della perizia scientifica depositata ieri mattina dai professori Stefano Conti e Carla Vecchiotti. La Knox, era felice soprattutto perché « per la prima volta qualcuno ha creduto che non ho mai portato quel coltello fuori da casa di Raffaele».

Molto serena Il suo penalista perugino che l’assiste ormai da quasi quattro anni insieme ai colleghi Carlo Dalla Vedova e Maria Del Grosso, ha detto di aver trovato un’Amanda «molto più serena». «Un volto che ricordava molto quello che aveva i primi tempi». «Insieme ad Amanda – ha detto ancora il legale – abbiamo letto e commentato i giornali  di oggi.  Amanda sa che la battaglia è ancora molto lunga ma è più tranquilla adesso».

Un pensiero ai genitori La Knox si è detta «molto felice» anche per i genitori, perché «questa perizia è di conforto anche per loro. Mi hanno sempre creduto e i risultati rafforzeranno la convinzione che la loro figlia non è un’assassina» . Stesso pensiero per i suoi legali e tutti i consulenti «che hanno creduto in lei e hanno lavorato per questo risultato».

La luce per Sollecito «Dopo quattro anni di buio finalmente vediamo la luce». Con queste parole stamane Raffaele Sollecito, condannato in primo grado a 25 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, ha accolto l’avvocato Luca Maori, che lo ha visitato nel carcere di Terni.

Ansioso di leggere la perizia «Gli ho consegnato la perizia – dice Maori all’uscita – è ansioso di leggerla». Il legale parla di un Raffaele «felice» per i risultati che ha appreso ieri attraverso un telegramma inviato dallo stesso avvocato e dai media. «Vuole proseguire in questo percorso – ha concluso Maori – per arrivare alla verità».