di Daniele Bovi e Francesca Marruco
È tutto da rifare. Con un clamoroso colpo di spugna, la prima sezione penale della Corte di Cassazione, dopo aver rinviato di una notte la lettura del dispositivo, ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura Generale di Perugia. E così nel giorno in cui Perugia è scossa da un altro gravissimo fatto di sangue si apre un nuovo capitolo dell’omicidio avvenuto nella notte tra il primo e il due novembre del 2007. Sulla base di quanto deciso dalla Cassazione, dovrà svolgersi un processo d’appello bis, a Firenze, che potrebbe tenersi forse anche prima dell’estate e che dovrà tenere conto dei principi che i giudici della prima sezione penale della Suprema Corte, nelle loro motivazioni (che saranno depositate entro 90 giorni), indicheranno. Il nuovo procedimento non si celebrerà a Perugia perché non esiste una seconda sezione di Corte d’appello e perché non si può essere giudicati due volte dallo stesso giudice.
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LA DURA REQUISITORIA DEL PG: ASSOLUZIONI ILLOGICHE
Le reazioni La sentenza è stata accolta con soddisfazione dai familiari di Meredith Kercher. «Sono felice e voglio capire» ha detto la sorella Stephanie in lacrime, mentre il legale della famiglia, Francesco Maresca, ha alzato il pugno in segno di vittoria. In una nota diffusa poi nel corso della mattinata i familiari della studentessa inglese assassinata hanno scritto che «capire la verità su quello che è successo quella notte è tutto quello che possiamo fare per lei ora. In quanto famiglia dobbiamo fare tutto quello che possiamo per Mez e cercare tutte le risposte. Noi dobbiamo ancora affrontare un lungo viaggio ma è il solo che può consentire alla nostra bellissima Meredith di riposare in pace. Grazie a tutti quelli che ci hanno mostrato il loro sostegno in un momento così difficile».
Knox e Sollecito delusi Delusione e smarrimento invece da parte degli imputati e dei loro legali. Amanda Knox ha atteso sveglia il verdetto: «E’ delusa ma non abbattuta» ha spiegato uno dei legali, Carlo della Vedova; «siamo delusi ma pronti a combattere» ha commentato invece l’altro avvocato della statunitense, Luciano Ghirga. Raffaele Sollecito invece, che proprio oggi compie il suo 29esimo compleanno a Luca Maori, difensore del pugliese insieme a Giulia Bongiorno ha detto di essere «deluso. Ma io sono innocente e posso continuare ad andare avanti a testa alta». Maori ha poi osservato che «il calvario continua». «Mi sarebbe piaciuto fargli un regalo – ha dichiarato Bongiorno – ma la battaglia continua, l’annullamento non è una condanna». Per Raffaele, ha aggiunto Maori, «è un triste compleanno, ma lui non deve essere demotivato, può andare avanti a testa alta. Noi continueremo a dimostrare la sua totale e assoluta estraneità ai fatti».
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Accuse ingiusteLa notizia è rimbalzata in pochi minuti sulle prime pagine dei siti di mezzo mondo, dagli Usa alla Gran Bretagna fino a Francia e Spagna. E proprio un quotidiano della città della Knox, il Seattle Times, riporta le parole della giovane: «Sono addolorata, è completamente infondata e ingiusta l’accusa. Non importa ciò che accadrà, io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate». Il New York Times parla invece di «caso clamoroso» e di una «sentenza di assoluzione capovolta». «La prospettiva – è detto ancora – è che Amanda Knox possa essere riprocessata in sua assenza e alla fine, se condannata, affrontare l’estradizione». I due ragazzi al momento non rischiano l’arresto, che potrebbe scattare solo nel caso di una condanna in sede di appello-bis, con la Knox che, come visto, dovrebbe anche essere estradata.
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Boccali: ne prendiamo atto «Dunque non è chiusa – scrive il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali -, dopo più di cinque anni, una vicenda che ha fatto molto male a Perugia, perché la morte di Meredith ha aperto una ferita nel cuore della nostra comunità e perché da allora la città è stata vittima di rappresentazioni esasperate. Ora la giustizia ha stabilito che non c’è ancora la parola definitiva e che ci vuole un nuovo processo. Ne prendiamo atto, come sempre, con rispetto e attenderemo che ci si dica quale è la verità. Quello che resta e resterà sempre al centro di tutto è il dolore per la morte di una ragazza poco più che ventenne e la vicinanza alla sua famiglia».
Soddisfazione accusa Dalla Procura Generale di Perugia non arriva alcun commento ufficiale, né ufficioso. E’ palese però la soddisfazione che aleggia negli uffici di via Fiorenzo di Lorenzo e in quelli di piazza Matteotti. I pubblici ministero Giuliano Mignini e Manuela Comodi prima e il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola insieme al procuratore Giovanni Galati poi, hanno difeso strenuamente le loro tesi che vedono Amanda e Raffaele colpevoli dell’omicidio di Meredith. Anche il sostituto procuratore presso la Corte di Cassazione Luigi Riello ha fatto sue le conclusioni dell’accusa perugina, arrivando a definire la sentenza di assoluzione di secondo grado un monumento all’illogicità.
Nuovi giudici Adesso sara la Corte d’Assise d’Appello presso il tribunale di Firenze a dover nuovamente giudicare gli ex fidanzatini, che dopo la sentenza della Cassazione si sono sentiti telefonicamente. Raffaele è chiuso in casa e non parla con nessuno, nessun festeggiamento per il suo compleanno. Solo la consapevolezza che non è finita. Nuovi magistrati e nuovi giudici che dovranno dire la loro sull’infinita storia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher. E chissà se una volta per tutte verrà scritta l’ultima parola. Che purtroppo, non è detto sia quella vera.
