Una fase del processo d'appello (Foto F.Troccoli)

Entra nel vivo il processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher. Sabato mattina, nell’aula degli Affreschi, cominciano a sfilare i testimoni. Sono in particolare pr e gestori delle discoteche che dovranno chiarire se la sera dell’omicidio c’erano bus in piazza Grimana. E, quindi, contribuire a confermare o meno l’attendibilità di uno dei testimoni chiave del processo di primo grado: il clochard Antonio Curatolo.

Sette testimoni E’ ripreso stamani in tribunale a Perugia il processo davanti alla Corte di assise di appello per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher. Presenti in aula i due ex fidanzatini. Sette i testimoni (pr e responsabili di discoteche perugine, un responsabile della Siae e tre addetti a servizi bus) chiamati a riferire in aula in relazione all’apertura dei locali notturni la notte in cui la studentessa inglese e’ stata uccisa, quella tra il primo e il 2 novembre del 2007.

Le parole del clochard Una testimonianza la loro, legata a quella del clochard Antonio Curatolo che, sentito nel processo di primo grado come testimone, riferì di aver visto Amanda e Raffaele insieme, la sera del delitto, in piazza Grimana, a poche decine di metri dall’abitazione di via della Pergola, dove Mez è stata uccisa. Una circostanza questa sempre negata dai due imputati. Curatolo, in particolare, davanti ai giudici della Corte di assise, riferì che, mentre era su una panchina a leggere il giornale, vide i due ragazzi che parlavano, seduti su un muretto, vicino a un lampione. Il clochard disse anche di aver notato Raffaele alzarsi e dirigersi verso la ringhiera, per poi sporgersi all’esterno in direzione del casolare di via della Pergola.

L’ora e i bus Affermò, inoltre, di aver visto i due ragazzi, in piazza Grimana, fino alle 23.30 circa, dando come riferimento la partenza dalla stessa piazza dei bus navetta che portano alle discoteche. Nelle prossime udienze, su richiesta della Procura generale, ad essere risentito sarà anche lo stesso Curatolo, arrestato nelle settimane scorse per una condanna definitiva a 1 anno e sei mesi per reati legati alla droga.

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