I periti Carla Vecchiotti e Stefano Conti (Foto F.Troccoli)

Nella traccia mista di Dna trovata sul gancetto del reggiseno indossato da Meredith Kercher può essere individuato anche il profilo genetico di uno dei periti della Corte d’assise d’appello di Perugia. Lo ha detto in Aula Carla Vecchiotti alla ripresa del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito che si avvia alle battute finali.

Anche il mio Dna «Ci sono anche io», ha detto la professoressa Vecchiotti rispondendo a una domanda della difesa di Raffaele Sollecito. «Nove loci corrispondono a me», ha aggiunto riferendosi al fatto che la traccia sul gancetto è composta dal Dna di più soggetti. «Uno – ha detto Vecchiotti – è sicuramente quello della studentessa. Per gli altri – secondo i periti – possono essere ricostruiti i profili genetici di più persone. Come Sollecito ma anche – è emerso oggi – della stessa professoressa Vecchiotti».

Troppo poco Dna Nel corso dell’udienza è emerso anche come l’analisi che ha portato la polizia scientifica ad attribuire a Meredith Kercher la traccia di Dna individuata sul coltello indicato come l’arma del delitto non poteva essere ripetuta, per l’esiguità del campione, e questo è «un elemento indispensabile» per un corretto esame. Lo hanno ribadito i periti genetici della Corte d’assise d’apppello rispondendo alle domande dell”avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile. Secondo gli esperti i picchi elettroforetici interpretati dalla scientifica sulla traccia possono astrattamente portare al profilo della Kercher. Il campione però – secondo i periti – era troppo esiguo e quindi inattendibile.

I «controlli negativi» In apertura di udienza, la procura generale, che rappresenta l’accusa, ha chiesto di poter produrre i documenti relativi ai «controlli negativi» eseguiti dalla polizia scientifica nelle analisi sulle tracce di Dna. Le difese si sono invece opposte e i giudici si sono riservati di decidere. In apertura di udienza il pm Manuela Comodi aveva intanto chiesto di poter produrre i documenti relativi ai controlli negativi che gli esperti del collegio avevano sostenuto non fossero stati eseguiti. Il magistrato ha invece spiegato che nel fascicolo del gup figura quello relativo all’analisi compiuta sul gancetto di reggiseno indossato dalla Kercher quando venne uccisa mentre per il coltello considerato l’arma del delitto c’è il cd relativo alle corse elettroforetiche. Per l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito, «il dato certo e incontestabile è che nel fascicolo dell’appello questi elementi non ci sono».

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