Ha lasciato un’impronta su una candela all’interno della casa del delitto di via della Pergola, dove fu uccisa Meredith Kercher. Mohamed Kalil, clandestino marocchino, in carcere per droga, avrebbe confessato ieri al pm di Orvieto di aver violato l’appartamento sotto sequestro per rifugiarvisi. E’ quanto scrive La Nazione.
Secondo il quotidiano, Kalil, indagato dalla squadra mobile per furto e violazione di sigilli, avrebbe confessato la seconda effrazione della casa del delitto: quella del 18 marzo 2009. Lui con un tunisino vi si sarebbero rifugiati perché non sapevano dove andare e credendo che fosse una casa abbandonata. Poi, da quanto riferito, si sono accorti del sangue e il tunisino gli avrebbe detto: «E’ la casa di Amanda». Quindi sarebbero scappati. Kalil ha però negato di aver rubato il materasso, sparito in quella circostanza. Gli agenti trovarono a terra numerose candele, il che fece pensare in prima battuta a un rito esoterico. Poi, dall’impronta, sono risaliti allo straniero.

