di Sara Calini
Calano gli incendi sul territorio, ma crescono i reati legati all’ambiente e alla gestione dei rifiuti, è questo il quadro tracciato dalle forze dell’ordine per l’anno appena trascorso, durante il quale il valore degli illeciti amministrativi ha sfiorato il milione di euro. «È stato un anno dedicato alla tutela del territorio e al contrasto dei crimini ambientali» sostiene il comandante Gaetano Lorenzo Lopez. Sul tema, presentato anche il nuovo calendario Cites 2025, ispirato al sud America e alla sua biodiversità a rischio.

Gli incendi boschivi nel 2024 sono stati un terzo in meno dell’anno precedente eppure la superficie bruciata dalle fiamme è più che triplicata. Sì, perché nell’anno archiviato da poche settimane in Umbria si sono contati 41 roghi, ovvero il 30 per cento in meno di quelli che si erano verificati nel 2023, ma ad andare in fumo sono stati 285 ettari, praticamente il 340 per cento in più del territorio danneggiato dagli incendi l’anno precedente. A pesare sul bilancio dei danni da fuochi è stato il rogo di Poreta a Spoleto che da solo è costato 110 ettari di cui 65 boscati. In questo quadro, però, viene segnalata anche una flessione delle denunce formalizzate al termine delle indagini che di prassi scattano in presenza di incendi boschivi: le persone segnalate alle tre Procure della Repubblica umbre sono state nove, mentre nel 2023 si era arrivati a 13, e a tutte viene contestato il reato di incendio colposo. In particolare, cinque persone sono finite nei guai perché bruciando sterpaglie hanno perso il controllo delle fiamme; altri due sono stati denunciati perché attraverso l’uso di macchine agricole hanno provocato il rogo, è il caso di Poreta di Spoleto; infine uno stava bruciando cartone e così ha innescato il rogo, mentre nell’ultimo caso un operaio edile ha di fatto acceso il rogo usando incautamente una smerigliatrice.
Più in generale nel corso del 2024 i carabinieri forestali dell’Umbria hanno complessivamente contestato 745 reati con un incremento del 41 per cento, larga parte riconducibile al cambio della normativa in materia di abbandono di rifiuti, che per i privati da sanzione amministrativa si è trasformato in reato. In particolare, le denunce verso persone fisiche o giuridiche sono state 438, cioè un terzo in più del 2023, e sono scattate a carico di 497 soggetti, con un incremento del 38 per cento. Tra le operazioni segnalate l’arresto di un ubriaco a Scheggia e Pascelupo che ha procurato lesioni personali a un vicino di casa e a cui è stato contestato anche il reato di violazione di domicilio. Nell’ultimo anno, poi, si è registrato un impiego significativo dei carabinieri forestali anche in relazione alle operazioni antridroga sia per i blitz in mezzo ai boschi, dove sempre più spesso si rifugiano gruppi di pusher, che per l’arresto di un uomo e il contestuale sequestro di 14 kg di hashish. Girano appena sotto quota 1.650, invece, gli illeciti amministrativi contestati, che sono in flessione dell’8 per cento, ma hanno portato a sanzioni per 932 mila euro circa, vale a dire a un valore economico del 30 per cento superiore rispetto all’anno precedente.
Aumenta anche l’attenzione verso la tutela della fauna, sia selvatica che domestica. I controlli sulle attività illecite, come il foraggiamento dei cinghiali, la detenzione illegale di fauna e la caccia in periodo di divieto, sono cresciuti dell’83 per cento e esponenzialmente sono aumentate anche le persone denunciate, che sono 45 con un’impennata del 250 per cento. Più che quadruplicati i sequestri penali, che sono saliti a 39, in particolare per illeciti nell’ambito della protezione della fauna selvatica e del prelievo venatorio. Anche per gli animali da compagnia si registra un aumento dei controlli (+85 per cento) e dei sequestri, spesso legati a cani tenuti in condizioni di sofferenza, senza cibo, acqua o riparo dal sole nei mesi più caldi. Sul tema è intervenuto anche il colonnello Marco Fratoni, che ha sottolineato l’importanza dell’educazione per le nuove generazioni: «È un’attività di prevenzione sociale, per trasmettere il messaggio “francescano” di preservare l’ambiente e la natura, tanto amata dal Santo».Da segnalare, poi, che nel corso del 2024 in Umbria sono state trovate 15 carcasse di lupo, con un terzo degli esemplari che sono stati uccisi volontariamente: in un caso si è trattato di presunto avvelenamento, altre due morti sono riconducibili al soffocamento con cavi di acciaio al collo, verosimilmente trappole, e altrettanti decessi sono avvenuti per lesioni causate da colpi di arma da fuoco. Infine, cinque lupi sono stati investiti da veicoli, uno è morto per malattia accertata, mentre su quattro esemplari non è stato possibile stabilire le cause di decesso. Per quanto riguarda il maltrattamento degli animali da compagnia, sono quasi raddoppiati i controlli, ma è sostanzialmente rimasto invariato il numero delle persone denunciate, che sono 12 contro lle 13 del 2023.
La gestione dei rifiuti si conferma una delle principali emergenze ambientali della regione, anche in considerazione delle sue implicazioni sulla conservazione del patrimonio naturalistico e della salute umana. Nel 2024, le contestazioni penali in questo ambito sono aumentati del 78 per cento, raggiungendo quota 282 reati totali: l’ incremento è legato al cambiamento normativo che ha trasformato l’abbandono dei rifiuti da semplice sanzione amministrativa a reato. Analogamente diminuito il valore delle sanzioni amministrative, che si sono attestate a 102 mila euro, in diminuzione del 45 per cento. Quasi raddoppiato, invece, il valore delle prescrizioni ambientali, passato da 202 mila euro a 379 mila euro del 2024. «Il problema dei rifiuti è anche una questione culturale: le persone non sono ancora abituate a determinati comportamenti» sostiene Lopez, per il quale la soluzione sta nell’educare al rispetto dell’ambiente e «accrescere la consapevolezza dei cittadini, a partire dai progetti di educazione ambientale nelle scuole di ogni grado».
I controlli sul territorio, invece, hanno riguardato in particolare l’uso dei boschi e hanno portato a 644 verbali amministrativi, in flessione del 15 per cento, per un importo che sfiora i 250 mila euro, e che invece risulta raddoppiato rispetto al 2023. Analogo il bilancio sui controlli di movimentazione terra, che sono sfociati in 54 verbali, in linea con l’anno precedente, quando erano stati 53, ma per un importo di 242 mila euro, che risulta del 287 per cento superiore a quello del 2023. Specificatamente sull’edilizia, invece, va registrato il dimezzamento dei controlli, che sono stati 870 a fronte però di un numero sostanzialmente invariato sia dei reati contestati, che sono stati 48 contro i 47 del 2023, e delle persone deferite, che sono state 66 rispetto alle 60 del 2023.
Proprio il tema dell’ambiente è il filo rosso che lega il nuovo calendario Cites 2025. Il calendario, giunto alla 18esima edizione, è dedicato al Sud America, terra di biodiversità e di civiltà antiche ormai scomparse. Le sue pagine raccontano la storia di dodici specie in pericolo di estinzione. Numerose le iniziative portate avanti dal nucleo Cites, che dal 1975 garantisce l’applicazione delle leggi sul commercio internazionale di piante e animali a rischio di estinzione.
