Ospedale di Terni (foto Rosati)

di C.F.

È morta la maestra di 45 anni colpita da meningite e ricoverata in stato di coma nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Terni da venerdì scorso. L’educatrice è deceduta nel pomeriggio di giovedì nonostante i tentativi compiuti dal personale medico per salvarla.

Meningite, morta la maestra Con una nota il Santa Maria ha comunicato di aver «avviato la procedura per l’accertamento della morte cerebrale della paziente, finalizzata all’espianto degli organi grazie al consenso espresso dai familiari della donna e la cui conclusione è prevista per la tarda serata. Si presume che nel corso della nottata saranno effettuati gli espianti». La donna era arrivata all’ospedale nella serata di venerdì in gravissime condizioni e immediatamente era stata ricoverata nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata e in stato di coma.

Profilassi per oltre 120 persone Contestualmente, come previsto dai protocolli internazionali, il Servizio igiene e sanità pubblica aveva proceduto entro le 24 ore seguite al ricovero ad attivare la profilassi sulle persone entrate in contatto con la quarantacinquenne. In particolare, l’azienda ospedaliera nella giornata di sabato, anche in collaborazione con l’ufficio scolastico, ha stilato un elenco di oltre 120 persone, tra cui 80 bimbi, tutte rapidamente sottoposte a terapia antibiotica.

Non era contagiosa Fortunatamente lunedì l’esito degli esami condotti dal laboratorio di microbiologia del Santa Maria ha accertato che la meningite contratta dalla maestra non era contagiosa. Nel dettaglio i sanitari a seguito delle analisi hanno diagnosticato una meningoencefalite da streptococcus pneumoniae, ossia la forma non diffusiva che più frequentemente si associa alle complicanze di una pansinusite purulenta, di cui era affetta l’educatrice.

Morte cerebrale ed espianto organi Nel pomeriggio di giovedì, nonostante i tentativi compiuti dal personale medico del nosocomio di Terni, sono scattate le procedure per accertare la morte cerebrale della donna a cui saranno espiantati gli organi, così come autorizzato dai familiari. Le operazioni dovrebbero concludersi nella notte tra giovedì e venerdì, mentre nella mattinata seguente l’azienda ospedaliera comunicherà l’esito della procedura e quali organi dell’educatrice è stato possibile espiantare e destinare a pazienti in attesa.

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