di Chiara Fabrizi

Il medico perugino Enrico Ramoni e il tecnico perfusionista Patrizia Renna, che sono marito e moglie, hanno soccorso e probabilmente salvato la mamma 38enne schiacciata dal grosso albero caduto in piazzale Roma a Venezia il 2 giugno. I due professionisti sanitari, molto conosciuti a Perugia, lei ha lavorato per 15 anni al Santa Maria, erano in vacanza con le due figlie a Venezia e ieri alle 14.45 erano a due passi dal terminal per i traghetti, dove a quell’ora è avvenuta la tragedia. «Eravamo sul ponte lì accanto quando abbiamo sentito un boato e visto gente scappare da tutte la parti», ha detto Ramoni a Umbria24, spiegando di aver «inizialmente pensato a un attentato, perché sì, c’era un albero a terra, ma era verde e non era una giornata ventosa».

I due coniugi hanno comunque fatto quello che qualsiasi operatore sanitario farebbe o dovrebbe fare: «Non ci siamo sottratti e di corsa abbiamo raggiunto l’area. Ci siamo subito resi conto che c’erano diversi feriti gravi, la maggior parte si muoveva ed era cosciente, ma c’era una ragazza che era stata centrata dal tronco della pianta, aveva gli occhi sbarrati ed era in arresto cardiaco». Moglie e marito hanno pensato fosse morta, «ma in realtà ci siamo accorti che aveva un minimo di pulsazione carotidea e quindi ho deciso – racconta Ramoni – sia di fare un massaggio cardiaco, che di chiedere a mia moglie di mettere al polso della ragazza il suo smartwatch, che rileva diversi parametri, tra cui pressione, che è iniziata a salire col massaggio, mentre la saturazione risultava buona».

L’intervento di moglie e marito ha rapidamente dato i suoi frutti «con la giovane – ricostruisce sempre Ramoni con Umbria24 – che piano piano da incosciente ha iniziato a muoversi». Dopo i primi minuti ad affiancare la coppia sono arrivati due paramedici anglosassoni, anche loro turisti in vacanza: «Con loro abbiamo riscontrato sia una frattura gravissima al braccio che del polmone perforato dalle costole sinistre, tuttavia con un fonendoscopio portato dai vigili del fuoco mi sono reso conto che il polmone destro andava e ho deciso di evitare di procedere con un pneumotorace in mezzo alla strada».

Naturalmente in piazzale Roma a Venezia sono arrivate anche le squadre del 118: «Sono stati molto rapidi, non solo il personale sanitrio, ma tutti, dai pompieri ai carabinieri, e nel giro di 20 minuti dal boato era intervenuto il 118 via mare dall’ospedale di Venezia e via terra da quello di Mestre». Loro hanno preso in cura la mamma 38enne «di cui – dice il cardiochirurgo perugino – sto cercando di avere informazioni dai colleghi, per conoscere le sue condizioni oggi. Sinceramente – conclude – mi era capitato fuori servizio di fare soccorsi per incidenti stradali, ma questo è stato un episodio di tutt’altro rilievo e credo sia sempre opportuno ricordarsi di come la vita sia appesa un filo, perché se non ci fossimo stati noi in grado di fare un soccorso immediato alla ragazza in arresto cardiaco non lo so come sarebbe andate a finire».

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