Foto archivio ©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta 

Cittadinanza attiva, il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero e il Comitato Molini di Fortebraccio chiedono di costituirsi parte civile nel procedimento contro sei persone indagate dalla Procura di Perugia in seguito al rogo alla Biondi recuperi avvenuto quattro anni fa a Ponte San Giovanni. 

Le ipotesi di reato I pm Giuseppe Petrazzini e Laura Reale contestano a vario titolo ipotesi di traffico illecito di rifiuti, incendio colposo, falso ideologico e violazioni al codice dell’ambiente in danno alla salute pubblica. L’udienza di questa mattina è stata però rinviata al 16 giugno dal giudice Margherita Amodeo in quanto nell’avviso di fissazione mancava il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica tra le persone offese. Il Ministero, in ogni modo, non dovrebbe costituirsi parte civile come invece hanno fatto i comitati ambientalisti rappresentati dalle avvocatesse Sara Pievaioli e Valeria Passeri. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Nicola Di Mario, Michele Nannarone, Francesco Falcinelli, Luisa Liberatori e Gian Luca Pernazza. 

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