di Enzo Beretta
Due incendi in poco di un anno alla Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni: il primo nel marzo 2019, l’altro quindici mesi più tardi, nel giugno 2020. Per quanto riguarda il rogo del 2019 la Procura di Perugia fa sapere di aver notificato l’avviso di conclusione indagine a sei persone e a una società ritenute responsabili a vario titolo di aver allestito attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e violazione di alcune normative antincendio.
FOTO: IL ROGO E LA COLONNA DI FUMO
Black-out II provvedimento – si legge in una nota stampa – scaturisce da un’attivita investigativa intrapresa, a partire dal marzo 2019, a seguito di un incendio divampato all’interno del centro di recupero rifiuti, accertamenti che hanno permesso di appurare le cause dell’incidente «riconducibili a un corto circuito dell’impianto elettrico di un trituratore mobile di rifiuti». Allo stesso tempo sono state rilevate irregolarita sulI’adeguamento dell’impianto antincendio e l’immagazzinamento di una quantità di rifiuti superiore alle autorizzazioni.
LE IMMAGINI DALL’ALTO DELL’INCENDIO
Trattamento dei rifiuti Gli accertamenti investigativi – viene riferito – hanno evidenziato ulteriori criticità a proposito del trattamento dei rifiuti dal 2016 al 2019: sono emerse – secondo l’accusa – condotte reiterate di abusiva gestione in fase di raccolta, trasporto, trattamento, recupero e commercializzazione di rifiuti speciali pericolosi e non, sottoposti ad operazioni di trattamento solo dal punto di vista ‘cartolare’, con la predisposizione e l’utilizzo di formulari di identificazione di rifiuti contenenti dati incompleti o inesatti, considerati falsi. Il quantitativo di rifiuti irregolarmente gestiti – si legge ancora nel comunicato – è stimabile in novemila tonnellate, una quantità destinata a essere sottoposta ai trattamenti previsti dalla normativa di settore ma che, di fatto, veniva diretta verso altri centri di recupero o destinata illecitamente in discarica.
