di C.F.
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Non solo arresti e sequestri, ma anche amministrazione straordinaria e commissari. Sono giornate intense per i 250 operai del polo metallurgico da anni alle prese con una vertenza ad alta tensione su cui venerdì si è abbattuta l’inchiesta della procura di Spoleto che ha scoperto una maxi frode che solo negli stabilimenti Ims e Isotta Fraschini varrebbe 63 milioni di euro.
Arresti In manette come noto sono fini patron Gianfranco Castiglioni, il figlio minore Davide e l’ex direttore delle industrie spoletino Massimo Santoro e l’amministratore delegato del gruppo Casti, Maria Elena Affri. In buona sostanza i vertici della holding di famiglia, 19 società in tre regioni, oltre l’Umbria c’è il Veneto e la Lombardia, che secondo il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza dal 2004 al 2011 ha evaso oltre 400 milioni.
Frode Una cifra che manda ko un gruppo che detiene siti industriali, come quelli di Spoleto, ma anche società immobiliari come quella sottoposta a custodia patrimoniale dal gip del tribunale di Spoleto Daniela Caramico D’Auria su richiesta del sostituto procuratore Mara Pucci che ha coordinato le indagini. Il buco è clamoroso e tracciare un percorso per mettere in salvo il polo metallurgico di Santo Chiodo, che produce ghisa e alluminio, non è semplice.
Rabbia Tra i lavoratori all’indomani degli arresti prevale la rabbia perché, secondo gli inquirenti, dal 2008 le due aziende sono state ingranaggio di un complesso meccanismo di frode che non si è fermato neanche di fronte alle ritenute previdenziali e assistenziali dei lavoratori, 5 milioni trattenute e mai versati. Nella pancia delle 250 tute blu fanno su e giù le auto extra lusso e la maxi villa da 36 vani sequestrate, mentre gli stipendi pagati con mesi e mesi di ritardo, la tredicesima saldata ad aprile e l’accordo sindacale mai firmato con cui gli si proponeva di rinunciare anche al Tfr producono bile.
Amministrazione straordinaria Lucidi, però, mettono in fila la frode da 63 milioni e gli oltre 100 milioni di passivo dichiarati in tribunale (43.3 milioni di Ims e 61.1 milioni di Isotta Fraschini) e non nascondono la convinzione che si sia di fronte all’ultimo atto, l’epilogo. Fiducia e speranza in queste ore latitano, pochi quelli che riescono a guardare con un briciolo di ottimismo alle prossime settimane, quando si conosceranno gli sviluppi della procedura di amministrazione straordinaria richiesta dal giudice fallimentare su Isotta Fraschini, appuntamento in tribunale il 2 luglio, ma anche il percorso che le autorità individueranno per l’intero gruppo Casti e le 19 società di cui si compone.
Incontro sindacali Lunedì, intanto, le rsu di Santo Chiodo incontreranno il direttore della ex Pozzi Matteo Pagliano, che un paio di mesi fa ha sostituito Santoro, oggi agli arresti domiciliari. In silenzio restano le sigle sindacali, preoccupate per la vertenza e attonite per l’inchiesta.
