Un maxi controllo durato tre mesi nelle cave dell’Umbria è stato effettuato dal Corpo forestale dello Stato. In totale sono state 48 le attività estrattive oggetto di verifiche con un bilancio 8 illeciti penali, che hanno portato alla denuncia di altrettante aziende, e multe complessive per 370 mila euro.

I precedenti controlli Già nel 2011 la gran parte delle cave attive presenti in regione erano state oggetto di verifica da parte della Forestale ed era stata riscontrata una situazione di irregolarità abbastanza diffusa, che aveva portato gli agenti accertatori ad elevare un numero rilevante di contestazioni, sia amministrative che penali. Tra gli illeciti amministrativi più frequenti la mancata esecuzione delle opere di ricomposizione ambientale e paesaggistica delle cave, il mancato rispetto delle prescrizioni sulle modalità di escavazione, l’errata compilazione dei registri di carico-scarico dei rifiuti. Gli illeciti penali riscontrati, segnalati all’Autorità giudiziaria, avevano riguardato l’alterazione delle bellezze naturali, violazioni della normativa urbanistico-edilizia e di quella sui rifiuti.

Le cave dismesse Venendo ai controlli partiti lo scorso agosto, per ciò che riguarda diverse cave dismesse sono in corso opere di recupero finalizzate alla ricomposizione geomorfologica ed al reinserimento paesaggistico delle aree di cava.

Le cave attive I controlli effettuati dalla Forestale, invece, nelle aziende estrattive riguardano la presenza delle autorizzazioni previste in base alla normativa vigente, il rispetto delle prescrizioni in esse contenute, la regolare esecuzione dei lavori di escavazione, la corrispondenza delle superfici coltivate e dei volumi di materiale estratto, la verifica degli impianti di prima lavorazione o di trasformazione del materiale estratto anche ai fini delle autorizzazioni connesse nonché il rispetto della normativa sull’inquinamento atmosferico, l’eventuale danneggiamento delle falde freatiche e la regolare gestione dei rifiuti. In dieci cave della provincia di Perugia i controlli sono stati effettuati insieme alla Provincia per verificare lo stato di realizzazione dei provvedimenti di riallineamento emessi dalla stessa Provincia dopo i controlli del 2011.

Provincia di Perugia In provincia di Perugia sono al momento 40 i controlli effettuati e hanno riguardato principalmente i comprensori Eugubino-Gualdese e Spoletino, di seguito il Folignate. In sei casi gli agenti hanno riscontrato illeciti penali che hanno determinato la denuncia dei legali rappresentanti delle ditte. In specifico in due cave, nel territorio Spoletino, è stata accertata la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica necessaria per effettuare l’attività estrattiva. Gli altri reati hanno riguardato: illecita gestione dei rifiuti, scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione, realizzazione di discarica abusiva, mancanza di autorizzazione paesaggistica ed edilizia per impianti di lavorazione del materiale estratto e deposito incontrollato di rifiuti speciali. Sono stati effettuati tre sequestri penali, riguardanti rifiuti, manufatti senza titolo edilizio, impianti di frantumazione e vagliatura. Gli illeciti amministrativi accertati hanno determinato sanzioni pecuniarie, di cui cinque per mancanza della autorizzazione prevista per esercitare l’attività di cava, una sanzione amministrativa per mancata ottemperanza ad ordinanza di riallineamento emessa dalla Provincia, cinque per mancato riambientamento delle aree di cava, infine per scavo difforme per modalità e mancato convogliamento delle acque meteoriche come da progetto.

Provincia di Terni In provincia di Terni sono state 8 le cave controllate e sono stati accertati due illeciti penali comunicati all’Autorità giudiziaria con relative segnalazioni a carico dei legali rappresentanti delle ditte, specificatamente una per mancata tenuta del registro delle emissioni in atmosfera e l’altra per gestione illecita di rifiuti. E’ stato eseguito un sequestro preventivo convalidato dal gip e una comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro di Terni per un lavoratore impiegato in nero.