Una macelleria ogni cinque ispezionate in Umbria è risultata non in regola rispetto alla etichettatura e tracciabilità della carne bovina posta in vendita. Il Corpo forestale dello Stato ha comminato 170 mila euro di sanzioni.
I controlli La sicurezza delle produzioni agroalimentari, sia per gli aspetti igienico-sanitari che per quelli della qualità, è da sempre al centro dell’attività del Corpo forestale dello Stato. Nell’ambito di questa attività di controllo nei mesi di dicembre e gennaio sottufficiali e agenti del CfS hanno effettuato su tutto il territorio regionale una vasta campagna di controllo delle macellerie con la finalità di verificare la regolarità della commercializzazione della carne bovina, in particolare con riferimento alla provenienza ed alla etichettatura.
I numeri complessivi Sono alla fine controllate in tutta la regione 231 macellerie singole o punti vendita di carni bovine posti all’interno di grandi esercizi commerciali di prodotti alimentari. Le irregolarità riscontrate hanno riguardato 48 aziende, pari al 21% del totale delle aziende soggette a verifica, e circa 170 mila euro è risultato l’importo delle sanzioni amministrative contestate .
Perugia In provincia di Perugia sono state controllate complessivamente 138 macellerie e punti vendita. Sono state trovate situazioni di irregolarità in34 aziende, pari al 25% circa del totale, e sono state elevate complessivamente 48 sanzioni amministrative per un importo totale di 133 mila euro. Sono state altresì effettuati tre sequestri di carni confezionate e di documentazione. Le irregolarità riscontrate sono risultate la messa in commercio di carni bovine senza adozione di un sistema idoneo a garantire la veridicità delle informazioni obbligatorie e il nesso tra le carni e l’animale o il gruppo di animali interessati. Inoltre la commercializzazione di carni preincartate di bovino adulto con denominazione di vendita non corretta. La inosservanza dell’obbligo di munire di apposito cartello i prodotti sfusi posti in vendita o con cartello recante la denominazione di vendita errata. E’ stato contestato infine l’inadempimento degli obblighi relativi alla raccolta identificazione e trasporto dei sottoprodotti di origine animale, volti a prevenire rischi per la salute.
Terni Nella provincia di Terni le aziende soggette a controllo sono risultate 93 sparse su tutto il territorio. Sono stati riscontrati illeciti in 14 aziende, pari al 15% degli esercizi commerciali, che hanno dato luogo all’elevazione di 14 sanzioni amministrative per l’importo complessivo di 36 mila euro . Gli illeciti più frequenti accertati sono risultati la mancanza o incompleta esposizione al pubblico delle indicazioni obbligatorie in materia di etichettatura previste per la vendita di carne bovina, la mancata corrispondenza tra i dati relativi al bovino in vendita e il cartello esposto sul banco frigo.
Federcarni precisa Federcarni della provincia di Perugia interviene con una puntualizzazione: «A quanto abbiamo potuto verificare direttamente – dice il sindacato di categoria – si tratta in assoluta maggioranza di irregolarità di carattere formale: ad esempio, un nostro associato è stato sanzionato per ben 3.000 euro perché aveva un cartellino vecchio in cui, invece della scritta ‘bovino adulto’, c’era la scritta ‘vitellone’. Un altro ha avuto una sanzione ancora più pesante perché dal pezzo di carne in vendita era caduto e si era staccato il numerino che lo collegava all’animale di provenienza, e questo è stato considerato ‘senza appello’ come una irregolarità in termini di tracciabilità, anche se il fatto era dovuto al massimo a colpa, ma non certo a dolo. Fermo restando che siamo i primi a invocare il rispetto delle regole da parte degli operatori del settore, non possiamo però non notare e far notare la sperequazione tra l’entità delle sanzioni e le irregolarità rilevate. Né possiamo tacere il fatto che si è data una immagine fortemente negativa della categoria a fronte di rilievi da parte del Corpo forestale dello Stato che nulla hanno a che vedere con la minaccia alla salute del consumatore o alla qualità dei prodotti commercializzati. L’esame delle singole situazioni ci consentirà nei prossimi giorni di fare valutazioni più dettagliate, alla luce delle quali daremo la necessaria assistenza alle imprese che hanno gli elementi per ricorrere contro le pesantissime sanzioni subite».
