di Chiara Fabrizi

Matteo Falcinelli fa causa alla polizia di North Miami Beach e chiede almeno 50 mila dollari di risarcimento. A due anni dall’arresto in Florida, l’ex studente della Fiu (Florida international university) oggi 27enne ha depositato due azioni legali per «brutalità poliziesca, condotta impropria fuori servizio e fallimenti sistemici nei meccanismi di responsabilità all’interno del dipartimento di polizia di North Miami Beach», come si legge in una nota stampa rilasciata dallo studio legale X-Law Group P.C., guidato dall’avvocato Filippo Marchino. La richiesta di risarcimento del danno da almeno 50 mila dollari deriva dalle «gravi lesioni fisiche e dal trauma emotivo duraturo» che Falcinelli sostiene di aver subito a seguito dell’arresto e della detenzione. Ergo: «Le azioni legali richiedono il risarcimento dei danni sia compensativi che punitivi e mirano a garantire trasparenza pubblica su pratiche che, secondo quanto riportato nei ricorsi, sarebbero rimaste incontrollate per troppo tempo».

In particolare, la prima causa è distrettuale ed è in capo al tribunale della Contea di Miami-Dade, mentre l’altra è stata presentata davanti al tribunale federale. Il primo procedimento mette nel mirino «due agenti del North Miami Beach police department, impiegati fuori servizio come addetti alla sicurezza del locale Dean’s Gold», lo strip club dove Falcinelli quella notte di due anni fa era andato a trascorrere la serata e da cui è stato allontanato. Secondo l’avvocato Marchino quei due agenti fuori servizio «hanno trasformato una controversia di lieve entità, relativa a beni personali di Falcinelli (soldi e cellulare rimasti all’interno del locale che lo spoletino chiedeva di recuperare, ndr), in un intervento violento, aggredendolo, trattenendolo ingiustamente e causandogli gravi lesioni e sofferenza fisica».

Col ricorso federale, invece, il 27enne spoletino intende dimostrare che dopo l’arresto, quindi quando era già «in custodia, diversi agenti del North Miami Beach police department lo hanno sottoposto a un uso estremo e punitivo della forza all’interno di una cella di detenzione, inclusa l’immobilizzazione in posizione cosiddetta “hog-tie” (incaprettamento), mentre era già ammanettato». In questo caso, il procedimento è contro la Città di North Miami Beach che, secondo l’avvocato Marchino, sarebbe «responsabile non solo per le azioni dei propri agenti, ma anche per le politiche, le prassi e le carenze disciplinari, che avrebbero consentito tali condotte di protrarsi senza conseguenze significative».

Foto segnaletica di Matteo Falcinelli

Nel ricorso federale, al punto 19, gli avvocati di Falcinelli scrivono che «le istruzioni di sicurezza (dello strumento di contenzione, ndr) stabiliscono che gli agenti dovrebbero utilizzare i sistemi solo per legare un braccio all’altro o una gamba all’altra gamba di un arrestato: non dovrebbero mai usarli per legare insieme mani e piedi di un arrestato dietro la schiena. Le istruzioni del 2019 del sistema di contenzione a marchio Ripp, ad esempio, recitano: “Mai legare un prigioniero”», è scritto negli atti depositati in tribunale.

Nel maggio del 2024 la città di North Miami Beach ha dichiarato in un comunicato, diffuso dai media locali, che gli agenti avrebbero immobilizzato Falcinelli con una cintura di sicurezza dopo che quest’ultimo aveva ripetutamente battuto la testa contro la porta della cella di detenzione: «La decisione di trattenerlo è stata presa per la sua sicurezza. La polizia di North Miami Beach ha agito in conformità con gli standard statali e le politiche del dipartiment», è scritto in parte nella dichiarazione.

Ieri, invece, il Miami Herald, dando notizia delle due azioni legali depositate da Falcinelli, ha ricordato che «un’analisi della politica sull’uso della forza in vigore all’epoca, pubblicata dall’Herald, mostra che agli agenti era consentito utilizzare dispositivi di contenzione come mezzo per ottenere “l’obbedienza o la custodia”», ma «non viene specificato se è possibile utilizzare una cintura di sicurezza su una persona in una cella di detenzione, lontana dalla scena del crimine». Il quotidiano di Miami segnala comunque che «la politica del dipartimento di polizia di North Miami Beach sull’uso della forza è stata aggiornata circa tre mesi dopo l’arresto (di Falcinelli, ndr)», quando è venuto meno «qualsiasi riferimento all’uso di mezzi di contenzione». E ancora: «Una nota interna della polizia, inviata pochi giorni prima dell’aggiornamento della politica, impartiva a tutti gli agenti le seguenti istruzioni: “Fino a nuovo avviso, non è consentito l’uso di dispositivi di ritenuta per le gambe. Saranno consentiti in futuro, una volta completata la formazione adeguata”. Non è chiaro se oggi vengano utilizzate restrizioni alle gambe», scrive l’Herald.

Gli avvocati di Falcinelli che hanno intentato le cause, comunque, precisano che i ricorsi «non costituiscono un atto di accusa generalizzato nei confronti delle forze dell’ordine», perché, come spiega l’avvocato Marchino in una sua dichiarazione, «la maggior parte degli agenti svolge un lavoro estremamente difficile con professionalità e integrità, ma il rispetto della Costituzione richiede responsabilità. Le comunità – conclude – non possono funzionare quando le condotte scorrette vengono ignorate, minimizzate o trattate come routine».

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