Carabinieri al lavoro (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta

Rapina e lesioni personali sono le accuse contestate a un 35enne campano e a un 36enne tunisino ritenuti responsabili di aver derubato e picchiato – anche con un estintore – un uomo che stava facendo benzina in un’area di servizio lungo la Flaminia.

Estintore manda in frantumi il parabrezza Secondo il racconto della vittima, un albanese di 28 anni che ha riportato una prognosi di 25 giorni, il pestaggio è avvenuto mentre stava facendo rifornimento all’auto: i due, a volto scoperto – ricostruisce una nota della Compagnia di Foligno – lo hanno avvicinato e preso a schiaffi sottraendogli le banconote che stringeva tra le dita. Quando il poveretto ha cercato rifugio nell’abitacolo della propria auto è stato scagliato un estintore contro il parabrezza finito in frantumi. Sono seguiti calci, pugni e un colpo alla testa sempre con l’estintore che ha perso la polvere antincendio. Prima di fuggire a bordo di un’auto di grossa cilindrata i rapinatori si sono impossessati anche di un tablet e di due telefoni cellulari.

Sedia contro la schiena Nel corso delle indagini è stata messa a verbale anche la denuncia di un’altra vittima, l’avventore di un bar della zona, ‘colpevole’ pochi minuti prima dell’assalto al distributore di aver osservato con insistenza i rapinatori: un pugno al volto e una sedia contro la schiena. Per lui 15 giorni di prognosi. Per i fatti, avvenuti il 25 agosto, il gip del tribunale di Spoleto ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita nelle ultime ore dai carabinieri di Scanzano.

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