M. T.
Installava apparecchiature per intercettare il sistema informatico delle banche, clonava i bancomat escogitando sistemi per il prelievo di denaro, è finito in carcere anche grazie le segnalazioni tempestivi di cittadini attenti. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo di Assisi, in collaborazione con i militari delle Stazioni di Torgiano e di Palestrina (Roma) ed ha portato all’arresto di un cittadino rumeno, G.M. classe ’72, da tempo noto alle forze dell’ordine e ricercato
I particolari L’arresto è scaturito dalle indagini legate al ritrovamento di un apparato “skimmer” su di un bancomat a Torgiano nel mese di maggio 2009. In quella occasione alcuni cittadini avevano chiamato il 112 avvisando della presenza di uno strano apparato apposto sul bancomat di un istituto di credito. L’immediato intervento dei Carabinieri ha consentito ai militari di sequestrare l’apparecchiatura, ritenuta idonea a captare i codici delle tessere bancomat degli ignari clienti, e quindi a consentire ai malfattori indebiti prelievi sui rispettivi conti correnti.
Non ha fatto in tempo a clonare i bancomat La tempestività dell’intervento ha scongiurato quindi la clonazione delle carte bancomat: non solo, le successive ed articolate indagini, nonché le testimonianze di diversi testimoni, hanno consentito di individuare con esattezza gli autori dell’apparecchio “skimmer”. Ed infine nella giornata di ieri i militari hanno dato esecuzione al provvedimento di cattura nei confronti di uno dei soggetti, già noto alle forze dell’ordine, che è stato arrestato e condotto al carcere di “Regina Coeli”, di Roma a disposizione della magistratura, mentre per l’altro, sempre di origine rumena, è scattata la denuncia a piede libero. Sul conto dei due gravano ora le ipotesi di reato di installazione abusiva di apparecchiature atte ad intercettare le comunicazioni di sistema informatico di istituto di credito nonché tentativo di clonazione di carte bancomat in concorso.
I dettagli E’ importante sottolineare che la tecnica messa in campo dagli autori di tali reati è sempre la medesima: prima appongono sulla tastiera del bancomat e sulla fessura di ingresso delle carte un apparato valido ad intercettare i dati delle carte inserite e ad acquisirne i relativi pin. Ciò gli consente successivamente di copiare i dati così carpiti per effettuare, indisturbati, prelievi dai conti correnti delle ignare vittime. In questo caso la tempestività della segnalazione nonché la collaborazione dei cittadini e dei testimoni si è dimostrata decisiva per lo sviluppo delle indagini che hanno infine portato alla cattura del malfattore. Ora sono in corso le verifiche da parte degli inquirenti al fine di rintracciare ulteriori complici e di capire se la banda abbia colpito in altre zone dell’Umbria.

