Gli uomini della sezione ‘Antidroga’ della squadra Mobile di Perugia, da qualche giorno avevano posto sotto la loro lente d’ingrandimento i movimenti di due donne di origine ungheresi le quali, pur senza lavoro hanno manifestato stili di vita elevati.
L’indagine L’abitazione infatti, per giorni è stata l’oggetto di prolungati servizi di appostamento e osservazione: apparentemente, dai movimenti effettuati dalle donne, non emergeva nulla di anomalo, ma l’esperienza degli investigatori li ha indotti a ritenere che all’interno dell’abitazione, una casa indipendente in zona San Marco, fosse nascosto qualcosa di illecito.
Il blitz All’alba di qualche giorno fà, infatti, è scattato il blitz: gli agenti della Mobile hanno atteso che le due donne uscissero di casa e, prima che salissero a bordo della loro autovettura unitamente al loro cane di razza “Dogo argentino”, le hanno fermate, identificate per V.C. ed E.C., ungheresi di 27 e 54 anni, e le hanno invitate a fare rientro in casa per assistere ad un’accurata e doverosa perquisizione.
Perquisizione La casa, dove la signora e sua figlia abitano, è stata perlustrata da cima a fondo, e i risultati non hanno tardato a manifestarsi. L’interesse investigativo degli operatori si è rivolto, fin da subito, verso una piccola cassaforte metallica mobile dalla quale, proveniva un fortissimo odore acre ed acetoso, caratteristico delle sostanze utilizzate per la lavorazione dell’eroina, soprattutto se in grandi quantità.
Sospetti Ovviamente le due perquisite, non intendendo essere minimamente collaborative con la polizia, non provvedevano a far reperire le chiavi della cassaforte, rafforzando i sospetti degli agenti e costringendoli a effettuare l’apertura con altri mezzi. Nel frattempo, in casa è stato trovato materiale interessante: delle buste in plastica abilmente intagliate, con fori perfettamente circolari, e del nastro adesivo, il tutto ai fini del confezionamento di piccole dosi di stupefacente.
Arsenale Inoltre, all’interno di un mobile è stato trovato un bilancino di alta precisione e sostanza da taglio varie, in particolare diverse bustine di mannitolo e altre analoghe sostanze. Tra la biancheria, invece una busta in cellophane contenente la somma contante di 4000 euro, in banconote di taglio vario.
Computer Individuati, poi, due computer portatili e due smartphone con relative schede sim: ritenuti strumenti riferibili all’illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati sottoposti a sequestro anche perché le donne non erano in grado di giustificarne il regolare possesso.
La droga All’interno di un borsellino è stata trovata una piccola dose di “cocaina” pari a circa 0,30 grammi, mentre nella cassaforte metallica, c’erano una serie di grossi involucri in cellophane contenenti polvere giallastra, eroina come si accerterà, per un peso complessivo pari ad addirittura 820 grammi.
L’arresto Ciò premesso, le due donne sono state immediatamente trasferite in Questura per il loro fotosegnalamento e per la formalizzazione dell’arresto in flagranza di reato per detenzione, a fini di spaccio. D’intesa con il pm di turno, le donne sono state accompagnate a Capanne per la successiva convalida.
Gli sviluppi Saranno successivi approfondimenti investigativi, a cura della dquadra Mobile, ad accertare se, dietro ad un così grande giro di affari, ci siano soltanto le due ungheresi arrestate o se vi sia coinvolto qualche altro soggetto.
