foto archivio

di M.R.

Un anno di reclusione. Questa la pena inflitta al 34enne di Terni, denunciato dalla ex compagna, madre dei suoi due figli, per maltrattamenti, stalking, lesioni, violazione del divieto di avvicinamento e mancata corresponsione degli obblighi di assistenza familiare. Un impianto accusatorio che è andato via via sgonfiandosi nel corso del processo, davanti al collegio dei giudici presieduto da Simona Tordelli. L’uomo, sottoposto alla misura cautelare del braccialetto elettronico da due anni, è stato infatti assolto per i reati più gravi, fatta eccezione per le lesioni che risultavano documentate.

La priorità per il 34enne, difeso dall’avvocato Bruno Capaldini, ora è tornare a vedere i figli non più solo attraverso lo schermo di un cellulare, come era costretto a fare per via del divieto di avvicinamento alla ex compagna. Quest’ultima, rappresentata dall’avvocato Lorenzo De Luca, sarebbe stata recentemente vittima di minacce da parte dei familiari del 34enne, a margine di un’udienza in Tribunale, così come formalmente denunciato alle forze dell’ordine. In suo favore, intanto, all’esito della sentenza emessa mercoledì nei confronti dell’uomo, i giudici hanno stabilito che sarà riconosciuto un risarcimento da quantificare in sede civile.

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