di Enzo Beretta
Una storia penosa di minacce, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona viene affrontata nel corso di un processo a Perugia: un romeno di 47 anni viene ritenuto responsabile di aver «maltrattato la moglie ingiuriandola, percuotendola, minacciandola, sottoponendola a vessazioni fisiche e psicologiche, così da provocarle prostrazione ed avvilimento». Tra le accuse anche quella di averla «spinta con forza fuori dal balcone di casa e chiuso la porta-finestra, costringendola a rimanere in terrazza per circa quattro ore». Nel corso dell’udienza che si è celebrata questa mattina davanti al Terzo Collegio ha deposto davanti ai giudici la persona offesa.
«A casa ubriaco» Stando a quanto ricostruito dalla Procura del capoluogo umbro durante le indagini l’imputato una volta è «rientrato a casa ubriaco rompendo mobili e suppellettili». La poveretta è anche stata «minacciata di morte» dall’imputato che «intratteneva apertamente una relazione sentimentale con un’altra donna» e «manifestava aggressività verbale e fisica». «Faceva mancare i mezzi di sussistenza alla figlia di dieci anni – spiega la Procura – non versando per mesi alcuna somma per il suo mantenimento, non pagando il canone di affitto né le utenze domestiche e non contribuendo minimamente alla vita familiare». Viene contestata anche la violenza sessuale: «Facendo valere la maggiore mole e forza fisica ha trascinato la persona offesa prima in bagno e poi in camera, costringendola ad avere un rapporto». Nel maggio 2019, invece – è sempre l’accusa – «l’ha spinta con violenza fuori dal balcone dell’abitazione, ha chiuso la porta-finestra e le ha impedito di rientrare in casa per circa quattro ore». Da questo episodio scaturisce la contestazione di sequestro di persona.
