Sul posto sono intervenuti i carabinieri (foto F. Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Potrebbe essere morta per assideramento. Giuseppina Luzzi, 54 anni, originaria di Spoleto e affetta da tetraparesi spastica è stata trovata riversa a terra all’alba di martedì mattina, in un cortile interno ma piuttosto isolato dell’istituto Santo Stefano di Porto Potenza in provincia di Macerata. Accanto al corpo senza vita della donna c’erano la carrozzina e il cellulare. In queste ore è in corso l’autopsia, disposta dalla procura di Macerata ed eseguita da Antonio Tombolini, per stabilire se Giuseppina sia morta per assideramento o per un malore. Le indagini sono state affidate alla compagnia dei carabinieri di Civitanova Marche guidata da Domenico Candelli e sono coordinate dal pm Andrea De Feis.

Riversa a terra, vicino cellulare e carrozzina Giuseppina nonostante fosse affetta da una forma neo natale di tetraparesi spastica, con limitate funzionalità alle gambe e alla mani, aveva negli anni acquisito «un buon livello di autonomia e indipendenza», come spiega a Umbria24.it l’amministratore delegato dell’istituto, Enrico Brizioli. «Usciva spesso dopo cena – spiega l’ad del Santo Stefano – aveva una vita sociale in paese dove tutti la conoscevano». Per questo lunedì sera, quando gli infermieri non hanno visto Giuseppina tra i corridoi del padiglione non si sono allarmati. Dell’assenza della donna si sono accorti solo all’alba quando, entrando nella camera della Rsa in cui era ospitata da 37 anni, di Giuseppina non c’era la benché minima traccia. La donna è stata ritrovata alle 6.30 di martedì mattina, in un cortile interno al perimetro dell’istituto, ma piuttosto isolato e poco frequentato dagli ospiti. La donna indossava solo una leggera maglietta a maniche lunghe e dei pantaloni. Accanto al corpo è stata rinvenuta la carrozzina e il cellulare.

Assideramento o malore? Giuseppina lunedì sera è stata notata per l’ultima volta nella sala attività di un padiglione diverso da quello in cui alloggiava. Qui si sarebbe trattenuta, come faceva abitualmente, fino a tardi. Quanto successo dopo è al momento al vaglio dei carabinieri di Civitanova. Le ipotesi, a quanto risulta, sarebbero due. Da un lato, nella sala delle attività la ricezione dei cellulari è piuttosto scadente, per cui è possibile che Giuseppina sia uscita all’esterno per chiamare. Nel cortile interno il cellulare potrebbe esserle scivolato di mano e, nel complicato tentativo di recupero, la donna potrebbe essere caduta dalla carrozzina, rimanendo a terra inerme, senza la possibilità di afferrare il telefonino per chiedere aiuto, e morendo per assideramento. L’altra ipotesi al vaglio è che la donna sia stata colpita da un malore, quindi sia caduta dalla carrozzina senza avere il tempo di comporre il numero dell’istituto per far scattare l’allarme.

L’autopsia è in corso In queste ore il medico legale incaricato dalla procura di Macerata sta eseguendo l’esame autoptico sul corpo della donna. E forse già nel primo pomeriggio si potrà capire qualcosa in più sulla causa del decesso della 54enne spoletina. Nel frattempo i vertici dell’istituto stanno sentendo gli infermieri dei due turni per poter redigere una relazione interna che ricostruisca le ultime ore di vita della disabile.

Ospite dell’istituto da 37 anni Giuseppina è assistita dal personale del Santo Stefano dagli anni ’70, quando dopo aver perso la mamma, il padre, costretto a lavorare, ha affidato la propria figlia all’istituto di riabilitazione marchigiano. A Porto Potenza Giuseppina, dunque, è praticamente cresciuta. «In paese – spiega l’ad Brizioli – era conosciuta, aveva molti amici, tanto che era abituata ad uscire, a partecipare ad iniziative in centro, nonostante la tetraparesi Giuseppina con la carrozzina e con il tempo si era guadagnata un’importantissima libertà che le permetteva di potersi spostare autonomamente».

La Regione vuole chiarezza Una morte sulla quale anche la Regione Marche vuole vederci chiaro: il dirigente del dipartimento Salute e Servizi sociali della Regione infatti, Carmine Ruta, ha chiesto «una relazione urgente e circostanziata» alla direzione dell’Istituto di riabilitazione. La richiesta è stata formulata con una lettera inviata alla direzione del Santo Stefano.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.