Il capo dell'anticrimine, Luca Sarcoli, e il capo di gabinetto, Salvatore Barba

di Iv. Por.

Beni per circa 600mila euro sono stati sequestrati dalla divisione anticrimine della questura di Perugia a due cittadini albanesi di 40 e 51 anni, genero e suocero, residenti in provincia e titolari di imprese edili. E’ il primo caso di applicazione da parte della questura della misura del sequestro preventivo di beni in vista di una possibile successiva confisca.

L’operazione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dal dirigente dell’anticrimine, Luca Sarcoli, insieme al capo di gabinetto della questura, Savatore Barba. «La misura – ha detto Barba – è stata fortemente voluta dal questore per aggredire nel campo patrimoniale chi vive di attività criminali». E’ stato proprio il questore Nicolò D’Angelo ad inoltrare al tribunale di Perugia la richiesta di sequestro, disposta nei giorni scorsi dal presidente della sezione penale Nicla Flavia Restivo, di 8 unità immobiliari (di cui 6 appartamenti) tra Assisi e Bastia Umbra, di 2 imprese edili, di diversi conti correnti e di 12 automobili.

I due indagati erano finiti in manette insieme ad altre 15 persone nell’abito dell’operazione “Little Orange” della squadra mobile perugina, riguardante un traffico di droga da Spagna, Olanda e Belgio. «L’aggressione ai capitali criminali – ha commentato Sarcoli – è particolarmente incisiva poiche’ capovolge il metodo tradizionale di indagine. Ricade infatti sulla persona socialmente ritenuta pericolosa dal tribunale l’onere della prova che i suoi beni non siano provento di attività illecite».

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