Una violenza inaudita, esplosa davanti a bambini poco più che 12enni è quella che si è vissuta in un torneo di Pasqua a Gabicce Mare (Pesaro Urbino). Ad essere stato aggredito è il narnese Francesco Latini, 33 anni, allenatore della squadra di calcio classe 2009 della Accademia calcio Asd Terni, di professione impiegato.
Mister aggredito In campo la sua squadra sta affrontando i coetanei della Polisportiva Ponte di Nona di Roma quando si è assistito alla follia per mano del padre di un dodicenne romano. Lui è entrato nel rettangolo di gioco, dopo un contrasto in cui è rimasto coinvolto il figlio, e ha raggiunto coach Latini colpendolo con un pugno in faccia. Il trentatreenne piomba a terra, ma il papà infierisce ancora, colpendolo un calcio alla schiena e provocandogli una lesione a una rene.
Denunciato, rischia Daspo a vita I dodicenni sono rimasti impietriti, qualcuno ha pianto, mentre i genitori dagli spalti hanno iniziato a gridare contro il padre violento, che nel giro di poco è stato identificato da un altro genitore dei piccoli in campo, che nella vita è poliziotto. Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri, che hanno avviato l’indagine all’esito del quale l’aggressore è stato denunciato per lesioni gravi e probabilmente a suo carico scatterà il Daspo a vita.
Rischia di perdere un rene In campo per soccorrere Latini i sanitari del 118 che lo hanno portato, prima, all’ospedale di Riccione e, poi, al Bufalini di Cesena, perché i medici ritenevano fosse necessario intervenire chirurgicamente per fermare l’emorragia, ma poi il pericolo è sfumato. Dal suo letto d’ospedale, il tecnico dei giovanissimi giocatori ternani ha scritto su social che ha corso il rischio di farsi male veramente, ma che «malgrado tutto, grazie ai miei ragazzi, ho ancora un barlume di speranza in questo mondo marcio popolato da immondizia umana». La partita è stata vinta dalla squadra di Terni a tavolino.
Coni condanna episodio Messaggi di condanna contro ogni forma di violenza sono state postate sulla pagina della squadra di Terni: «Oggi più che mai ci dissociamo da ogni forma di violenza sia essa verbale o ancor peggio fisica. Il calcio deve essere solo un divertimento. Tutta la società e lo staff sono vicini al nostro istruttore Francesco. Ti aspettiamo presto in campo e ti aspettano i tuoi ragazzi». Parole di vicinanza, invece, sono arrivate anche dal Coni e dal suo delegato provinciale Fabio Moscatelli: «Quello che è successo viola tutte le regole scritte e non dello sport, ferisce chi lo pratica, chi lo insegna, chi lo ritiene indispensabile per la crescita, la sana crescita dei propri figli e noi tutti, lo dico senza retorica alcuna, dovremmo riflettere su cosa vuol dire vivere lo sport in modo sano, prenderlo per ciò che veramente è, palestra di valori e di vita, isolare e condannare la violenza e trasmettere ed insegnare ai nostri figli, ai nostri allievi il senso della sana competizione, dell’amicizia».
Ribichini Sul caso interviene anche il presidente provinciale degli allenatori di calcio, Valerio Ribichini: «Esprimo – dichiara – anche a nome dei colleghi, solidarietà a Latini e l’augurio per una pronta ripresa. Il gruppo Aiac vuole esprimere una dura condanna per l’accaduto. Quello che dovrebbe essere un divertimento (parliamo di un torneo pasquale e parliamo di ragazzi del 2009) , un giorno di festa , viene trasformato in un momento di follia , provocato dalla stupidità e inciviltà di un genitore . Noi condanniamo ogni forma di violenza sia essa verbale che fisica. Il calcio è uno sport bellissimo, soprattutto quello giovanile ed episodi del genere non devono assolutamente intaccare i veri principi che lo rappresentano: rispetto, lealtà, correttezza e sana competizione. Caro collega, ti siamo vicini e ti aspettiamo quanto prima in campo».
