Rossini esulta dopo la vittoria al ballottaggio (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Con ogni probabilità se Carlo Rossini non avesse vinto le elezioni diventando il nuovo sindaco di Todi, questo episodio sarebbe diventato ben più di quanto fino ad ora è noto. Mancavano poco più di tre ore alla chiusura dei seggi.  Tutti sanno che Rossini e Ruggiano se la giocano per un pugno di voti. Fuori dal seggio numero due, quello della scuola media  Cocchi, ci sono due rappresentanti di lista del Pdl in macchina. Tra le mani hanno una lista di nomi,  un cellulare e una penna.

Le liste e i sospetti «Guardavano il cellulare e spuntavano i nomi dalla lista che avevano in mano», racconta uno scrutatore che si è accorto della cosa. «Dentro al seggio numero due c’era uno scrutatore che inviava continuamente messaggi» gli fa eco un’altra ragazza che però specifica «non conosco il contenuto dei messaggini». «Spuntavano i nomi di quelli che avevano già votato e mandavano  a chiamare quelli che ancora non lo avevano fatto» sussurrano dalla parte dei vincitori. La cosa desta sospetti e il presidente del seggio numero 3  chiama i carabinieri.

Controlli e verbale Per primi sono intervenuti quelli che erano lì per il servizio d’ordine, poi è arrivata anche una pattuglia,  «Ho avvisato i carabinieri riferendo loro ciò che avevo saputo da altre persone — racconta  Nicola Di Bello —. Siamo stati sentiti dagli investigatori, le operazioni di voto non sono state interrotte». Le liste sono state controllare dunque dai militari e non sequestrate. I carabinieri hanno parlato con i rappresentanti di seggio e qualcuno di loro è stato assunto a sommarie informazioni. I rappresentanti di lista del Pdl negano di aver ricevuto messaggi da scrutatori all’interno del seggio. Stessa versione dallo scrutinatore troppo attaccato al telefono.

In caserma: nessun reato Sospetti e insinuazioni su operazioni poco chiare che, precisano in caserma a Todi, anche «qualora ci fossero state»,   «si tratterebbe di un’irregolarità e non di un illecito penale».  «Nella lista trovata nella vettura, che non è stata sequestrata, c’erano nomi spuntati». Probabilmente di chi aveva già votato.  Secondo la normativa ministeriale sulle elezioni comunali, e’ illegittima la compilazione di elenchi di persone che si sono astenute o che hanno votato. Non è altrettanto chiaro se lo sia anche spuntare dei nomi da una lista degli8 aventi diritto al voto.  I carabinieri di Todi continueranno comunque i loro accertamenti per chiarire fino in fondo l’episodio.

Commenti Il consigliere regionale dei socialisti, Massimo Buconi, ha raccontato di «pressioni su elettori avvenute già il 6/7 maggio. In questo caso — aggiunge — qualora dovessero essere accertati collegamenti si tratterebbe quanto meno di una chiara violazione della privacy». Nessun commento sull’accaduto invece dalla presidente dell’Umbria Catiuscia Marini che esorta a «chiedere ai carabinieri». A bollare l’accaduto è il neo sindaco Carlo Rossini che dalle scale del Comune, salite per la prima volta da primo cittadino con la gente che sotto lo applaude dice: «Se venisse accertato che hanno avuto un comportamento scorretto, questo risultato sarebbe la prova che agire scorrettamente non paga».

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One reply on “Todi, sms e liste di nomi: sospetti di irregolarità. Presidente di seggio chiama i carabinieri. Accuse di pressioni”

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