L'avvocato Rosa Federici

di Francesca Marruco

Rosa Federici risulta indagata in quindici procedimenti penali, due dei quali già in fase dibattimentale. La quantificazione delle indagini, che vedono al loro centro l’avvocato arrestato martedì dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica di Perugia, emerge dall’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip Carla Giangamboni ha concesso gli arresti domiciliari richiesti dal pubblico ministero Paolo Abbritti.

Clienti malcapitati Quindici procedimenti penali  «tutti relativi a condotte poste in essere in danno di malcapitati clienti», clienti nei confronti dei quali, la Federici adotta una tenuta «improntata alla completa assenza di remore di carattere deontologico», atteso che, come per quest’ultimo episodio che finalmente le è valso una misura cautelare restrittiva, «è stata lei a prospettare alla cliente di “avvicinare” per suo tramite il consigliere relatore, prospettandole in buona sostanza, la corruzione del magistrato quale unico mezzo per ottenere una pronuncia favorevole».

Nessuna remora Tutto questo senza contare che la Federici, già radiata per un anno dal consiglio nazionale forense, e sospesa a tempo indeterminato dall’ordine dell’Umbria, non poteva esercitare la professione. E infatti, rileva il giudice che «l’esistenza dei citati procedimenti penali e disciplinari, certamente noti all’interessata, non ha in alcun modo determinato, in capo alla Federici,  una presa di coscienza in ordine al disvalore insito nelle proprie condotte: l’indagata al contrario ha continuato tranquillamente ad esercitare la propria attività illecita, approfittando di chiunque avesse la sventura di rivolgersi a lei per qualsiasi problematica legale».

Inquinamento Inoltre, per il giudice che il 5 novembre prossimo la interrogherà, per la Federici esiste anche il concreto e reale pericolo di inquinamento probatorio, «tenuto conto dell’esistenza di contatti con altri professionisti che ne hanno di fatto agevolato l’attività illecita e che potrebbero intervenire per occultare documentazione».

Modus operandi Per adesso forse quindi smetterà di truffare i tanti clienti che sono finiti nel suo studio e che sono stati abbindolati dai suoi modi e dalle sue fandonie, che  a scorrere le indagini alla fine sono diventate sempre le stesse: c’è sempre l’urgenza di denaro per spese non meglio precisate,  c’è spesso qualcuno che la minaccia di morte, come spesso c’è un disegno che la danneggia. I clienti vengono lasciati rigorosamente fuori dal tribunale, altrimenti scoprirebbero la verità. La Federici in questa storia inoltre è stata denunciata due volte: dalla cliente che le ha dato 15000 euro perché la legale l’aveva persuasa che con quella somma si sarebbe assicurata la riuscita favorevole del ricorso, e dal consigliere di Stato che la Federici ha finto di corrompere.

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